Microsoft, il peggior anno fiscale di tutti i tempi

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Microsoft presenta il bilancio trimestrale e per la prima volta nella storia perde fatturato trimestre su trimestre e i profitti scendono del 29% rispetto allo scorso anno e gli ultimi 12 mesi vanno in archivio come i peggiori della storia di Redmond. Colpa della debolezza del mercato dei PC e di un trend che spinge i clienti a spendere poco; una spirale a cui, paradossalmente, contribuiscono anche alcuni messaggi delle Finestre.

Sono giorni bui per Microsoft. Il bilancio del maggior produttore al mondo, che questa notte ha reso noti i risultati trimestrali del mese di giugno, viene infatti pesantemente danneggiato dalla debolezza del settore dei PC segnando una serie di record negativi senza precedenti.

Per la prima volta nella storia, con i dati annunciati ieri, Microsoft fa segnare un regresso sequenziale (trimestre su trimestre) nel fatturato che perde il 17%, i profitti scendono anno su anno di ben il 29% culminando nel peggior anno della storia di Microsoft come azienda quotata pubblicamente in 23 anni di storia: -17% nei profitti e -3% nel fatturato.

Microsoft non ha fornito specifiche indicazioni sulle ragioni di un simile regresso, accusando genericamente il ribasso delle vendite del mercato dei PC che avrebbero apportato colpi severi al numero delle licenze vendute. Ma il calo tra il 5 e il 7% dei PC venduti non spiega certo interamente una simile deblacle; d’€™altra parte alcuni protagonisti chiave del settore, come Intel ad esempio, o IBM hanno fatto segnare risultati molto positivi e persino superiori alle previsioni. Tra i fattori di peso nella vicenda di Microsoft c’€™è sicuramente anche il trend al ribasso di prezzo che si è innescato nel mondo dei computer PC dove oggi, come ammette la stessa Microsoft, l’€™11% delle vendite è assegnato ai Netbook. Il comparto dei mini-latop è caratterizzato da un alto numero di macchine basate su Linux e da una grande quantità  di macchine con XP, una versione di sistema operativo su cui Redmond guadagna molto poco rispetto alle licenze Vista.

La tendenza del mercato a spendere poco e a privilegiare soluzioni a basso costo, unita alla riluttanza ormai certificata all’€™acquisto di Windows Vista, è sicuramente uno dei problemi di Microsoft. Paradossalmente la società  fondata da Gates sostiene con una campagna questo trend con messaggi pubblicitari che incitano i clienti all’€™acquisto di macchine economiche. La campagna è indirizzata a colpire Apple e la (presunta) tassa che Cupertino richiede ai clienti, ma è difficile non ritenere che questa strategia finisce paer sostenere in almeno una parte dei clienti finali la convinzione che sia possibile avere prodotti di qualità  anche spendendo poco, spingendo il pubblico di Windows a guardare a segmenti di mercato dove, come spiegato, Microsoft guadagna poco e in qualche caso addirittura nulla. àˆ da segnalare che in questo contesto l’€™azione pubblicitaria non pare avere danneggiato oltre modo Apple che continua a crescere sia nel fatturato che nelle vendite in un contesto dove, invece, Microsoft e i PC perdono.

L’€™annuncio del trimestre fiscale e le previsioni per un resto dell’€™anno non buono (Microsoft pensa che la ripresa per quanto la riguarda non arriverà  prima del 2010), hanno abbattuto il titolo MSFT che nelle contrattazioni ufficiose a mercato chiuso è arrivato a perdere anche l’€™8% e ora veleggia intorno al -6.5%. C’€™è apprensione anche per quel che accadrà  all’€™intero Nasdaq nel corso della giornata di oggi. Anche se una parte degli analisti ritiene che i problemi denunciati da Microsoft siano, almeno in biona parte, specifici dell’€™azienda di Redmond, è molto probabile che gli investitori interpreteranno la debolezza di Microsoft come il segnale che l’€™ottimismo dei giorni scorsi sul comparto dei PC potrebbe essere stato esagerato.