Microsoft nella battaglia per il dominio del tinello

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Sony contro Microsoft, Microsoft contro Nintendo, Sega contro Microsoft, Nintendo e Sony. Tutti contro tutti. La guerra delle consolle, secondo ZDNet, che la definisce con un termine colorito ma efficace la “battaglia del tinello”, e la maggior parte degli osservatori del mercato della tecnologia caratterizzerà  il prossimo anno lanciando nuove sfide al mondo dei computer.

A far scoccare la scintilla è stata ormai più di un anno fa Sega che ha lanciato sul mercato Dreamcast, la sua “stazione di gioco” di nuova generazione. In due settimane ne sono state vendute sul mercato americano 500.000, un numero che sembrava enorme. Ma quando ha fatto il suo debutto l’attesissima PSX2 di Sony si è capito chiaramente che le potenzialità  del mercato sono ben altre: quasi un milione di esemplari nel solo Giappone in due soli giorni. Una risultato sorprendete e che ha confermato che il settore è in crescita esplosiva. Merito delle nuove funzionalità  e dei costi sempre più bassi dei componenti che consentono di integrare in dispositivi da meno di un milione processori ultrarapidi, chip dedicati al 3D di due volte più potenti rispetto a quelli delle media del mercato, circuiti dedicati all’audio digitale, DVD, modem, sistemi di interfacciamento ultramoderni. Ormai è chiaro che più che di consolles si deve parlare di macchine integrate capaci di soddisfare la maggior parte delle esigenze di un utente medio e, per questo, di costituire una reale insidia per i computer di fascia casalinga minacciando i produttori di hardware ma anche quelli di software.
Un pericolo che alla Microsoft ritengono estremamente reale, tanto reale che nei prossimi giorni per tamponare una possibile fuga da Windows lanceranno sul mercato X-BOX, la consolle delle Finestre.
In molti credono che il debutto possa avvenire domani nel contesto del keynote di Bill Gates alla Games Developer Conference di San José. In quella occasione, secondo alcune indiscrezioni, sapremo quali potranno essere le caratteristiche hardware e quale il mercato di riferimento. Secondo qualcuno, in realtà , non si tratterebbe altro che di uno “schema” hardware più che di un prodotto con il marchio Microsoft, che verrà  concesso in licenza a coloro che vorranno adottarlo. Sempre secondo le voci non si trattrebbe affatto di un prodotto rivoluzionario, almeno per i tradizionali utenti PC: chip Intel di fascia bassa, scheda di accelerazione Nividia, HD da 6 GB, 64 MB di RAM, modem, DVD e OS dedicato a metà  strada ra un WinCE e un Win98 tradizionale. Quello che dovrebbe rendere appetibile agli sviluppatori X-BOX dovrebbe essere la standardizzazione delle componenti (che leverebbe ogni fastidio di compatibilità ) e del sistema operativo.
Con X-BOX Microsoft intenderebbe contrastare, come accennato, la posizione di assoluto predominio che si accinge ad avere Sony sul mercato mondiale del settore e mettere anche un freno allo strabordare del colosso giapponse che ha come obbiettivo di erodere anche una buona fetta del settore dei computer. Dire chi dei due arriverà  al proprio scopo al momento, senza conoscere i dettagli della X-BOX e l’impatto di PSX sul mercato occidentale, non è facile. Certo è che questa volta per Microsoft potrebbe essere un’impresa scalzare Sony dal trono.
Non c’è però da dubitare che X-BOX un effetto sul mercato ce l’avrà . A rischio sono i pesci più piccoli (relativamente più piccoli), come Nintendo. Il suo Dolphin, una consolle altrettanto rivoluzionaria quando PSX 2, evoluzione dell’N64, sarebbe stato di diritto candidato al secondo posto dietro a Sony ma la variabile Microsoft potrebbe sconvolgere tutte le carte. Con poca visibilità , poca campagna stampa e schiacciata tra PSX 2 e X-BOX, Dolphin corre il rischio di perdere il supporto di sviluppatori e utenti se non riuscirà  a darsi al più presto un’identità  precisa. Supportare tre diverse piattaforme, infatti, sembra un’impresa che al momento è al di fuori delle capacità  del mercato. Supportarne quattro pare addirittura impossibile e a fare le spese, alla fine, potrebbe essere Sega il cui record di 500.000 Dreamcast in due settimane potrebbe essere solo un trofeo di un successo durato lo spazio di un mattino.