Morgan Stanley: forte domanda per iPad

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Secondo una ricerca Morgan Stanley entro il 2010 Apple venderà 6 milioni di iPad e non 4-5milioni come inizialmente previsto. Indagine su 2.500 consumatori allarga le prospettive di vendita del tablet: più del 10% si dice interessato all’acquisto.

Apple venderà 6 milioni di iPad entro la fine del 2010 mentre le vendite ammonteranno a 7 milioni di unità entro i primi 12 mesi dal lancio. Sono queste le nuove previsioni al rialzo circa il futuro di iPad pubblicate da Morgan Stanley. La nota società di ricerca ha eseguito una elaborata indagine di mercato intervistando 2.500 consumatori: tutti i risultati del nuovo report offrono un quadro più completo e interessante non solo per quanto riguarda le previsioni di vendite per Apple ma anche circa l’interesse degli utenti, i modelli e le configurazioni preferite, infine per lo scenario futuro complessivo che si delinea per la Mela che ora può contare su un altro dispositivo vincente nel proprio catalogo prodotti.

Morgan Stanley precisa che le stime precedenti di 4-5 milioni di iPad venduti risultano troppo conservative alla luce delle nuove indagini. Sul totale degli intervistati il 4,6% degli utenti si è dichiarato estremamente interessato in iPad, mentre il 16,4% ha dichiarato di essere moderatamente interessato. A queste elevate percentuali di gradimento la società di ricerca ha applicato un tasso di sconto desunto da ricerche di mercato precedenti: il risultato è una forte domanda per iPad. Le previsioni formulate ora per i primi 12 mesi dal lancio indicano in 4-5 milioni di iPad le sole vendite per gli Stati Uniti, mentre per il resto del mondo si prevede la vendita di 7-9milioni di iPad.

Tra i dettagli più interessanti del report Morgan Stanley ricordiamo anche il rialzo del prezzo medio di vendita, prima stimanto in 660dollari, ora rialzato a 675 dollari e composto da 625 dollari per l’acquisto del dispositivo più 50 dollari circa di spesa aggiuntiva per l’acquisto di accessori. Secondo Morgan Stanley il mercato sottostima il potenziale di ricavi che può essere generato dai dispositivi mobile di Apple. Nel giro di due anni la maggiore distribuzione internazionale per iPad, la fine dei contratti in esclusiva per iPhone, la possibile riduzione del costo complessivo di proprietà di iPhone, infine il nuovo flusso di introiti generato da libri, riviste e video offrono un quadro complessivo favorevole per il business della Mela.

Ovviamente la ricerca Morgan Stanley esamina anche i possibili fattori in grado di influenzare negativamente il business di Apple. Tra questi ricordiamo il possibile effetto di cannibalizzazione esercitato da iPad sugli altri prodotti esistenti. Secondo la società di ricerca la concorrenza di iPad sarà massima nel segmento dei netbook, in secondo posto per i notebook non solo PC ma anche Mac, infine per iPod touch. Morgan Stanley include queste variabili nel suo report ma avvisa i propri clienti che in passato per Apple l’effetto di cannibalizzazione previsto è stato sopravvalutato, come per esempio è successo con iPod-iPhone. Lo smartphone della Mela non ha provocato un crollo nelle vendite di iPod come molti analisti avevano previsto e Apple è riuscita a mantenere le vendite dei lettori tascabili superiori del 15% nel corso dei due anni precedenti nonostante la presenza di iPhone.

Infine tornando ad iPad Morgan Stanley offre anche una previsione circa i modelli più gettonati e l’utilizzo previsto da parte degli utenti. La società di ricerca prevede che il modello più venduta sarà quello base da 16GB solo Wi-Fi con il 34% delle preferenze, al secondo posto invece troviamo con il 17% delle preferenze quello più costoso da 64GB con Wi-Fi e 3G, al terzo posto il 16GB con Wi-Fi più 3G. In sostanza secondo la ricerca di mercato di Morgan Stanley il 44% degli utenti sceglierà un iPad con connettività cellulare e di questi ben il 69% ha in programma di sottoscrivere un piano dati illimitato che negli Stati Uniti è proposto a 30 dollari. Per quanto riguarda l’utilizzo il 90% degli intervistati pensa di impiegare iPad per navigare sul Web e controllare la posta, il 67% per il consumo dei media (musica, video e foto), il 60% per la lettura di libri, riviste e giornali, il 57% per i videogiochi.