Motorola conferma: PPC in bilico

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Motorola conferma: il settore che produce i processori PPC è in bilico. Stabilita una tabella di marcia per decidere della sua vita o della sua morte e la nuova tecnologia all’arseniuro di gallio sarà  l’ultima spiaggia.

Esiste una tabella di marcia, precisa e dettagliata con tanto di tempi, scadenze e punti di svolta dal cui rispetto o meno dipenderanno le sorti del settore semiconduttori di Motorola.
A rivelare che a Schaumburg si faceva sul serio quando qualche giorno fa, nel corso di una riunione con gli analisti era stata indicata come “in corso di valutazione” la possibilità  di separare o vendere la divisione che produce, tra le altre cose, i processori PPC è ancora una volta il management di Motorola.
Il vicepresidente Robert L. Growney ha infatti rivelato ieri che la società  ha stabilito un percorso, che presumibilmente presenta come parametri inalienabili il ritorno al profitto oltre che l’aumento dei volumi di vendita, che dovrà  essere perseguito accuratamente. Se non sarà  così si procederà  a tagli di personale ed eventualmente anche all’abbandono del settore.
Growney non ha rilevato i dettagli della tabella di marcia. Ha unicamente indicato come uno dei fattori strategici il successo nell’implementazione di processori all’arseniuro di gallio, una tecnologia definita come rivoluzionaria e di cui abbiamo anche parlato da Macity qualche giorno fa, che per prima Motorola avrebbe scoperto come applicare nella produzione di semiconduttori commerciali.
“L’industria dei processori – ha detto Growney – attendeva da 30 anni questa svolta. Vi invito a considerare che si tratta di un fattore che avrà  grande importanza nel nostro futuro e per la nostra società . Avrà  un impatto determinante a lungo termini sul modo in cui continueremo ad operare nell’industria dei semiconduttori. Se esso sarà  pienamente integrato nella nostra strategia oppure no, se cercheremo partnerships o se ci sarà  una virata verso un nuovo modello di studio e cessione di proprietà  intellettuali”
Di fatto, dunque, la tecnologia dei processori all’arseniuro di argento, la cui implementazione si fonda su centinaia di brevetti che Motorola intende cedere in licenza, parrebbe essere una delle ultime spiagge. Fallito l’obbiettivo di risollevare il settore dei processori questo non avrebbe altre chances e si penserebbero a strategie alternative.
Ricordiamo che una delle ipotesi più accreditate è che se Motorola davvero dovesse decidere di chiudere il settore dei processori Apple potrebbe valutare la possibilità  di acquistare in licenza alcuni brevetti, in particolare quelli necessari alla costruzione dei processori PPC. Dagli osservatori non viene neppure esclusa una joint venture tra Apple e IBM per rilevare l’intero settore o una partnership con AMD che già  oggi collabora con Motorola.