Motorola, settore PPC ancora sotto esame

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Motorola ha ancora bisogno di risparmiare e il settore dei semiconduttori che lavora anche per Apple potrebbe essere il primo a pagare. Lo annuncia il presidente Ed Breen che prefigura tagli agli impianti.

Motorola continua a mantenere alta l’€™attenzione sulle mosse necessarie per rimettere in carreggiata il bilancio della società  e in questo processo il settore che si occupa di semiconduttori resta in primo piano.
Il tema è tornato di attualità  nel corso del passato weekend quando il COO e Presidente della società  di Schaumburg, Ed Breen, ha parlato nel corso di un incontro con gli analisti. Il maggior responsabile di Motorola non ha mancato di chiarezza quando ha detto che in passato sono stati compiuti molti errori nella gestione della società  tanto che ‘€œMotorola non riusciva a fare buoni profitti neppure quando i profitti erano buoni’€, palese accusa ai precedenti management ritenuti incapaci di dare razionalità  al sistema. Al momento, ha detto ancora Breed, continua ad essere un’€™urgenza la riduzione delle spese e il riassetto organizzativo. In quest’ottica, come detto, il settore che si occupa di produrre semiconduttori, tra cui i PPC usati da Apple, è uno dei principali oggetti d’€™attenzione. I costi dovranno essere ridotti e i margini, attualmente solo alla metà  di quelli dei concorrenti, aumentati.
A questo scopo, come ha annunciato Breed, gli impianti in cui vengono prodotti i processori, già  ridotti da 18 a 14, diventeranno 8. La struttura dovrà  essere più agile e snella (una esigenza che pare preannunciare nuovi tagli al personale) ma soprattutto Motorola potrebbe decidere di affidare a terzi la produzione dei propri processori. Questo significherebbe che lo studio e lo sviluppo rimarrebbe all’€™interno della società  mentre la fabbricazione dei chip sarebbe affidata a compagnie esterne. Una soluzione che viene già  adottata da altri concorrenti, come ad esempio Transmeta che affida a IBM la produzione dei propri chip.
Ricordiamo che Motorola in passato non ha neppure escluso la possibilità  di cedere interamente il settore dei semiconduttori o di concedere in licenza alcune delle sue tecnologie.