Motorola: settore PPC in vendita?

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Motorola potrebbe vendere il settore dei chip. “Troppe perdite, pochi profitti”, dicono a Schaumburg. Apple tra i potenziali acquirenti?

Se il gap che, in termini di prestazioni, separa i processori Motorola dalla concorrenza non verrà  chiuso in termini accettabili non è da escludere la cessione della divisione o la sua separazione dal resto del business.
L’ipotesi di dividere i destini della società  da quelli del settore che opera nel mondo dei processori e studia e costruisce i chip PPC sorge dai più alti vertici di Schaumburg. Ad avanzarla il presidente di Motorola, Robert Growney nel corso di un colloquio con alcuni analisti durante il quale è stato fatto il punto sulla situazione finanziaria dell’azienda e ribadito dal direttore dei rapporti con gli investitori, Ed Gams.
Il problema – ha detto Gams – è nelle prestazioni dei processori che hanno prestazioni inferiori a quella della concorrenza. “Motorola vuole chiudere il gap – ha detto Gams riportando quando detto dal presidente – ma secondo Growney se questo non avverrà  nei tempi stabiliti il consiglio di amministrazione e il management potrebbero considerare la vendita del settore o la sua costituzione in società  a se stante”.
Al momento ancora non sarebbe stata pianificata alcuna strategia ma “l’attuale livello in termini di performance finanziarie non è tollerabile. Ci aspettiamo miglioramenti”. Il settore dei semiconduttori ha perso nel corso del primo quarto dell’anno ben 131 milioni di dollari seguito da un catastrofico rosso di 381 milioni di dollari nel secondo quarto.
La notizia di una possibile dismissione del settore dei processori è una notizia di grande rilevanza per il mondo Mac. Proprio Motorola studia, implementa e realizza i chip di tutta la linea Pro di Apple. Nel caso a Schaumburg si decidesse di chiudere per la società  della Mela si tratterebbe di attuare una modifica radicale delle attuali strategie. Solo tre le strade aperte: o passaggio in toto a IBM che continuerà  a produrre chips PPC, o abbandono dei processori attualmente in uso per affidarsi agli x86 o acquisto della divisione processori di Motorola.
Questa ultima ipotesi, da realizzare magari in joint venture con IBM per ammortizzare i costi (il valore stimato della divisione è di 9 miliardi di dollari, più di 20.000 miliardi di lire), appare essere la più probabile. Altrettanto possibile, per un costo inferiore, l’acquisto dei brevetti e delle sole tecnologie PPC lasciando ad altri il segmento che si occupa di chips per palmari.
In questa ottica Apple potrebbe portare al suo interno la produzione dei processori controllando gran parte delle sorti delle proprie macchine.
D’altra parte, secondo alcune fonti, per altro non controllate, Apple già  da qualche tempo si é assunta l’onere di dare un contribuito in termini economici e di risorse umane allo sviluppo dei processori della serie “G”. Il G4 avrebbe addirittura superato lo scoglio dei 500 MHz solo grazie ad un risolutivo contributo finanziario e in fatto di ricerca e sviluppo da parte di Cupertino e il futuro G5, il prossimo processore sulla tabella di marcia di Motorola, sarebbe in corso di studio a Schaumburg ma con il contributo di un folto gruppo di ingegneri che lavorano a Cupertino.