Motorola vende un pezzo della divisione chip?

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Motorola sta trattando la cessione di un reparto della divisione che si occupa di produrre chip, tra cui gli MPC. Un segnale che la vendita dell’€™intera divisione è ancora in agenda?

Motorola sta trattando la cessione di una parte della sua divisione che si occupa di microprocessori. La sezione che studia e produce i cosiddetti Host Bridge per i PPC è infatti oggetto di trattative con la canadese Tundra.

Se dovesse essere trovato un accordo Motorola cederebbe il reparto che però non è essenziale nèp nelle strategie di produzione dei PPC stessi, né nei rapporti con clienti. In particolare la cessione non avrebbe alcuna ricaduta su Apple che utilizza sistemi proprietari per connettere la CPU al controller di memoria, compito che svolge l’€™Host Bridge.

La trattativa, in ogni caso, viene intesa dagli osservatori come la conferma che la prospettiva di cessione della divisione semiconduttori è ancora in primo piano per Motorola. Anzi secondo gli analisti le dimissioni di Galvin, CEO di Schaumburg per molti anni e primo oppositore dello smembramento della divisione che produce gli MPC, potrebbe essere il viatico definitivo. Con la partenza di Galvin, che aveva sempre creduto che la divisione che produce chip, nonostante le pesanti perdite, fosse una vera e propria ‘€œcassaforte’€ per il valore delle proprietà  intellettuali che custodisce, potrebbe tornare d’€™attualità  la possibilità  che ad acquistare sia la joint venture italo-francese STMicroelectronics.

In realtà , pur mantenendo ferma l’€™impressione che Motorola è interessata alla cessione della divisione, la prospettiva non appare prossima. La strada più probabilmente, secondo gli analisti, potrebbe passare dalla costituzione in società  indipendente della divisione semiconduttori per meglio valutarne l’€™efficienza e la capacità  di competitività  sul mercato. Successivamente, magari anche a fronte di una ripresa delle vendite dei chip che appare all’€™orizzonte, potrebbe essere reperito un compratore. Tra questi potrebbe anche esserci STMicroelectronics, anche se però la società  europea al momento appare molto più interessata ai mercati orientali, di Asia e Pacifico. E l’€™acquisto di un colosso come la divisione semiconduttori di Motorola non pare rientrare agevolmente in questa strategia.