Multa Microsoft, settimana decisiva

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La settimana che si è aperta oggi sarà  decisiva per la multa che pende sul capo di Microsoft in Europa. L’Unione ha ormai deciso di applicare la sanzione che potrebbe anche essere superiore ai due milioni di euro al giorno.

Quella che si apre oggi sarà  la settimana decisiva per le sanzioni contro Microsoft. L’Unione Europea ha infatti confermato che mercoledì verrà  discusso il caso del mancato rispetto delle disposizioni conseguenti all’esercizio illegale di monopolio e decisa la sanzione conseguente.

Che Microsoft vada incontro ad una multa è ormai un fatto più che una ipotesi. Lo stesso commissario alla concorrenza Neelie Kroes ha avuto la scorsa settimana l’occasione di dichiarare: “Non vedo come Microsoft possa evitare la multa”. Interpellata sull’entità  della sanzione pecuniaria che si andrebbe a sommare a quella di quasi 500 milioni di euro già  pagata da Redmond, la Kroes non ha voluto sbilanciarsi, limitandosi a dire che essa verrà  decisa proprio mercoledì. Secondo alcune fonti però l’Unione starebbe esaminando un inasprimento della multa portandola dai precedenti due milioni di euro al giorno a 3,8 milioni di euro al giorno.

Poiché l’Ue ha dichiarato inadempiente Microsoft poco prima di Natale, teoricamente questo significa che sulla testa della società  delle Finestre potrebbero arrivare altri 500 milioni di multa “arretrata”. Successivamente alla prima imposizione della sanzione se Microsoft continuasse ad essere inadempiente, scatterebbe l’incremento della multa.

Ricordiamo che l’Europa contesta a Microsoft di non avere soddisfatto l’imposizione a rivelare parte dei codici di Windows utili per permettere alla concorrenza di collegare vari software di rete a Windows. Secondo l’Unione Microsoft avrebbe messo in campo una tattica ostruzionistica fatta di istruzioni non chiare e di ritardi programmati.

Microsoft ha sempre respinto questa tesi sostenendo che fosse in realtà  l’Europa a non avere ben chiaro che cosa intendesse quando chiedeva l’apertura del codice di Windows e che quando questo è stato chiaro era ormai troppo tardi per fare fronte alla richiesta. Secondo Microsoft, però, dal momento in cui l’Unione ha evidenziato quel che voleva, c’è stato un intenso lavoro per fare fronte alla richiesta. Attualmente sarebbero al lavoro 300 ingegneri per produrre la documentazione necessaria.