Musica digitale in Italia fa rima con cellulare

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L’associazione internazionale delle case discografiche presenta le cifre della musica digitale: fatturato in crescita e Stati Uniti leader nel fatturato. Italia tra i primi paesi del mondo, ma solo grazie alle vendite via cellulari.

L’€™Italia è tra i principali paesi del mondo quanto si tratta di fatturato di musica digitale, ma il merito non è dei negozi on line come iTunes, ma delle vendite conseguite dal mercato mobile. A presentare una fotografia del nostro paese in questo nuovo mercato che sta letteralmente esplodendo è la Ifpi, la International Federation of the Phonographic Industry, l’€™associazione che raduna in principali discografici mondiali.

In base ai dati statistici presentati oggi, in Italia la musica totalizza il 9% del fatturato totale che comprende anche le vendite dei CD. La somma raccolta però, si apprende dal rapporto, per il 76% giunge grazie al mercato dei cellulari. La percentuale è inferiore solo a quella di Spagna (78%) e Giappone (85%). In paesi come Germania, Francia ed Inghilterra dove il mercato delle vendite di musica on line è più maturo (e il culto del cellulare coltivato con meno ossessione) la percentuale va dal 30 al 46%.

A livello mondiale, sorprendentemente, è la Corea ad avere la leadership almeno a livello percentuale nel campo delle vendite di musica digitale: 51%. Gli Stati Uniti sono al secondo posto con il 18%. Su scala mondiale le vendite di musica digitale hanno costituito l’€™11% del totale contro il 5,5% dello scorso anno a dicembre. Il fatturato totale della musica digitale è stata di 954 milioni di dollari; di questi 513 milioni (circa il 54%) sono stati raccolti negli Usa.

Parallelamente il mercato dei Cd è calato del 10%. Secondo la Ifpi la riduzione del fatturato è stata del 4% con picchi al rialzo del 12% in Giappone e al ribasso (-9%) in Francia.