Musica digitale: parla il Re degli ignoranti

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Con un intervento su il Corriere della Sera anche Adriano Celentano dice la sua, interessato com’è alla cassa.

Domenica all’Auditorium della Gran Guardia di Verona, si è aperto il primo convegno dedicato al futuro della musica italiana “Di Chi è la musica nell’era digitale?”.

A Verona, in occasione della finale del Festivalbar, c’era Maurizio Gasparri (Ministro delle Comunicazioni), Nicola Bono (Sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività  Culturali), Paolo Zanotto (Sindaco di Verona), Riccardo Caccia (Presidente del Consiglio Comunale di Verona), Enzo Mazza (FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana), Franco Bixio (AFI – Associazione dei Fonografici Italiani), Mogol (CET – Centro Europeo di Toscolano), Caterina Caselli (Sugar e Messaggerie Digitali), Claudia Mori in Celentano, alcune telecom italiane e altri artisti italiani.

Pare proprio che tutto il gotha della musica italiana si stia chiedendo, ad un paio di settimane dallo sbarco anche in Italia di iTunes Music Store, come fare a continuare a trarre guadagno dalla musica.

Sabato sul più letto quotidiano italiano è stato pubblicato il pensiero di Adriano Celentano, lasciamo ai nostri lettori valutare l’apporto alla discussione del molleggiato che, forse prima di criminalizzare Internet, dovrebbe informarsi sui sistemi esistenti, quelli compatibili e quelli non campatibili (come Messaggerie Digitali, Rosso Alice e tutti gli altri basati sul DRM di Windows Media Player) con tutta l’utenza.

Le canzoni a 99 centesimi di euro arriveranno via iTunes nell’area europea (dopo Francia, Germania e Gran Bretagna che già  se ne avvalgono da giugno) il mese prossimo.