Musica su Amazon, iTunes non ne risente

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Il lancio del negozio di musica di Amazon non porta via clienti ad iTunes. Npd: “si è solo allargato il mercato”. I campioni demografici dei due negozi sono diversi. Lo store del retailer sembra essere frequentato dai clienti che comprano libri e altri prodotti.

Il lancio del negozio di musica digitale di Amazon fa crescere il mercato in genere ma non restringe il business di Apple. Questo quello che Npd, una delle maggiori società  al mondo nella ricerca dei trend di mercato, scrive in una ricerca pubblicata nel corso della giornata di ieri.

L’€™indagine è molto interessante per comprendere l’€™impatto avuto dal lancio del negozio di Amazon sul mercato della musica digitale. Il debutto dello store, secondo molti osservatori, potrebbe avere avuto un pesante effetto su iTunes da cui si distingue per l’€™offerta di musica non protetta da Drm e con una qualità  audio globalmente più alta e ad un prezzo inferiore. In realtà , dice Npd, le cose non stanno così e Amazon non ha inciso in maniera sensibile sulla base di uteza abituata a comprare da iTunes.

Solo il 10% di coloro che hanno comprato canzoni su Amazon aveva già  fatto la stessa cosa su iTunes e non è detto che non continui a frequentare anche il punto vendita on line della Mela; la clientela appare anche diversa: chi compra musica da Amazon è prevalentemente maschio (64% contro 44% di iTunes) e si colloca in una fascia di età  tra i 18 e i 25 anni. Pochi sono quelli tra i 13 e i 17 anni (3%) mentre questo campione demografico rappresenta ben il 18% del totale per iTunes.

Per altro iTunes al momento vende 10 volte le canzoni che vende Amazon.

Secondo Russ Crupnick, l’€™analista che ha scritto il rapporto, si può dedurre da tutto questo che il lancio del nuovo negozio di Amazon ha aperto un nuovo mercato basandosi sui precedenti clienti dei servizi di Amazon stessa e promozioni a supporto del lancio. ‘€œNon c’€™è alcuna evidenza – dice Crupnick – che i clienti di iTunes cerchino un’€™alternativa a causa del prezzo o della presenza dei Drm. Questo può essere inteso come la conferma che il mercato della musica digitale può essere allargato a nuovi gruppi di consumatori che non si sono ancora interessati ad iTunes’€