MyDoom, sta arrivando la terza variante del virus

di |
logomacitynet696wide

Scoperta dagli esperti di sicurezza MyDoom.C nelle scorse ore, si teme possa essere pericolosa quanto la prima versione, che ha colpito alcuni milioni di Pc rallentando i server di posta e colpendo il sito di Sco. Anche questa versione, come la seconda, dovrebbe essere rivolta contro il sito di Microsoft

Il primo MyDoom è stato una tempesta: in pochissimi giorni ha messo in ginocchio il sito di Sco, l’azienda “colpevole” di aver attaccato il mondo dell’OpenSource (e il suo paladino, Linus Torvalds) facendo causa a Ibm per la questione tutt’ora irrisolta del codice Linux copiato da Unix.

Poi è stata la volta della variante B, meno virulenta della prima, che aveva come obiettivo nascosto un attacco al sito di Microsoft. Ma Redmond, che peraltro in passato è stata già  sotto pressione per vari attacchi e ha un’ampia scorta di server di back-up, ha incassato il colpo senza problemi.

Adesso arriva la variante C, la terza. Anche se l’attenzione per questa famiglia di virus è molto elevata, e gli utenti stanno sistematicamente ponendo rimedio all’ennesima falla dei sistemi operativi di Redmond, storicamente proni alle infezioni online (anche se Bill Gates alcuni giorni fa ha sostenuto, un po’ come si faceva nel medioevo, che tanti assalti rendono un sistema più sicuro: quello che non ammazza, rende più forti, insomma) iniettando tutti gli antivirus possibili.

Questa terza variante sfrutterebbe la prima ondata di virus, che avevano creato una falla sulla porta Tcp 3127, “riprogrammando” l’attività  del primo virus. Il contagio di MyDoom.A, infatti, era stato numericamente molto maggiore e aveva consentito di creare quella massa critica di computer privati resi “zombi” dall’infezione sufficiente per operare una richiesta coordinata di dati dai siti di Sco mandandoli in tilt. La variante B, invece, non aveva raggiunto che poche migliaia di Pc, non riuscendo così a impensierire i server Microsoft.

L’idea dei programmatori del virus, secondo quanto cercano di arguire gli esperti di sicurezza, sarebbe quella di riprendere contatto con gli zombi del primo attacco, che ancora giacciono “addormentati” tra le pieghe di Internet, e portarli verso il secondo, definitivo assalto contro il sito della casa delle finestre di Redmond. Vedremo come andrà  a finire, considerando che per gli utenti Mac, a parte il fastidio dell’aumento di email non volute, il virus non ha alcuna possibilità  di contagio