Napster va male? Colpa di Microsoft

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Il Ceo di Napster per la prima volta ammette di non essere soddisfatto delle performance di vendita del suo negozio di musica on line, ma la colpa non è delle strategie ma di Microsoft. “Alla fine comunque – dice l’amministratore delegato – sconfiggeremo Apple”

Se Napster non va come previsto la colpa è di Microsoft che sta deludendo i clienti nel campo del software per la musica digitale. L’accusa è giunta dal Ceo del negozio di canzoni on line, Chris Gorog in un’intervento al Reuters Global Technology, Media and Telecoms Summit a New York.

“Non c’è alcun dubbio che quello che hanno fatto nel corso dell’ultimo anno – dice Gorog riferendosi a Microsoft – sia al di sotto delle attese e poiché il nostro business poggia sul loro software e sull’ecosistema dei produttori di dispositivi compatibili con il loro software, questo incide anche su Napster”. A parziale scusante di Microsoft ci sarebbe la complessità  del lavoro che deve compiere con decine di hardware diversi e anche diversi negozi on line. “E’ molto più difficile fare i conti con tutta questa pluralità  – dice Gorog – che con l’unico servizio allestito da Apple”

Il Ceo di Napster ammette che tutto questo ha avuto delle ricadute anche sulla qualità  del lavoro compiuto per conquistare una fetta del mercato della musica digitale: “non abbiamo avuto il successo che avremmo potuto nello sfruttare il reale valore di questo business”. Questo non significa che, come ha continuano a sostenere alcune voci, Napster possa essere scalata o venduta, anche se questo potrebbe essere messo in conto se dovesse tornare a beneficio degli investitori e dei soci. “Non abbiamo questo programma – ha detto Gorog – ma continuiamo a ricevere richieste d’informazioni. Faremo un accordo se dovesse essere conveniente”.

Per quanto riguarda la concorrenza con Apple, nonostante le difficoltà , Gorog è fiducioso. “Nei prossimi 12 o 24 mesi – dice il Ceo di Napster – lo scenario sarà  molto differente da quello attuale. Apple non può mantenere le percentuali di vendita di oggi, solo il 5% delle vendite di musica sono migrate al digitale. Tutti verranno al party di Windows Media che sarà  il vero formato dominante”