Nasa, un sensore chimico-sensoriale per l’iPhone

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Realizzato dalla NASA il prototipo di un dispositivo che consente grazie a un sensore di leggere la presenza di ammoniaca, cloro, gas, metano, ecc. Il dispositivo sfrutta un “beccuccio” collegato ad un chip nel quale sono presenti 16 nanosensori e può inviare i dati ad un altro telefono o ad un computer per via di una comunicazione telefonica o sfruttando un network WiFi.

Un ricercatore dell’Ames Research Center della NASA ha sviluppato ciò che l’agenzia governativa statunitense definisce la prova concettuale di una nuova tecnologia grazie alla quale è possibile implementare un sistema di lettura chimico-sensoriale a basso costo e basso assorbimento di energia elettrica per i telefoni cellulari.

Il dispositivo creato dal ricercatore NASA Jing Li, è poco più grande di un francobollo e può essere integrato in un iPhone per raccogliere, elaborare e trasmettere i dati letti da un sensore (leggere, ad esempio, la presenza di ammoniaca, cloro, gas, metano). Il dispositivo sfrutta una piccola sonda collegato ad un chip nel quale sono presenti 16 nanosensori e può inviare i dati ad un altro telefono o ad un computer tramite una comunicazione telefonica o sfruttando un network WiFi.

Il sistema è stato sviluppato nell’ambito del programma Cell-All del Department of Homeland Security’s (DHS), un progetto che si prefigge di implementare funzionalità  chimico-sensoriali nei telefoni cellulari. Con questo sistema è ad esempio possibile usare un cellulare con GPS per leggere informazioni da un sensore e fornire dati a centri di emergenza.

L’applicazione creata dalla NASA non è la prima che l’agenzia ha sviluppato: il mese scorso, infatti, è stata rilasciata un’applicazione che fornisce dati aggiornati dal programma spaziale, mettendo insieme dati, immagini e link a filmati vari.

[A cura di Mauro Notarianni]