Natale nero per l’elettronica di consumo in Italia

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Il Natale in Italia non è stato felice per l’elettronica di consumo. Fatturato generalmente in calo e solo pochi prodotti in crescita nel numero dei pezzi venduti. Maglia nera per i player MP3. Dilagano i Netbook.

Riproduttori di musica digitale maglia nera, anzi nerissima, nel Natale degli Italiani. Le cattive performance dei dispositivi di cui iPod è il rappresentante di maggiori visibilità  e prestigio è uno dei dati più intressanti tra quelli che emergono dalle statistiche elaborate da Gfk Retail & Technology.

La società  che tiene sotto controllo nel nostro paese circa 1300 punti vendita, attribuisce ai riproduttori MP3 il maggior calo in termini percentuali in termini di unità : -48% rispetto al Natale dello scorso anno e un vero e proprio crollo in fatto di valore (-66%). Ma ad essere colpiti sono molti prodotti nel campo dell’elettronica di consumo. Perdono il 43% le stampanti (-44% in fatturato), i navigatori satellitari (-19% e -33%) e le telecamere (-17% e -27).

Vanno bene, anche se si deve distinguere tra dati numerici e di fatturato, le Tv a schermo piatto (+15% in unità , ma -9% in valore), lettori video digitali (+11% ma -18% nel valore), macchine fotografiche digitali (+5 e -8%)

Se poi si parla di computer ci sono numerose conferme sull’interesse dei clienti per prodotti a basso costo e per fasce di mercato innovative. I desktop se non vanno verso l’estinzione certamente non godono di buona salute (-18% in unità  e -24% in valore); i portatili hanno un vero e proprio boom: +34% nelle unità , ma il valore cresce in maniera modesta: appena +5%. La ragione? Semplice: questo mercato è ormai preda del dilagare dei Netbook che suscitano un grande interesse ma hanno anche un costo molto più basso di quello dei portatili tradizionali.

Il Natale, in ogni caso, sembra essere stato povero. Le vendite in Italia sono calate del 4,6% in quantità  e dell’11,9% in valore. I saldi in corso in questi giorni nella maggior parte delle catene di elettronica riusciranno a salvare i conti? Difficile dirlo; il sospetto è che anche se i numeri dei pezzi venduti riuscissero riequilibrare in parte l’emorragia natalizia, lo faranno a spese dei profitti.