Nella diatriba tra Castelli e magistratura ci finisce (per sbaglio) Jobs

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Jobs in aiuto di Castelli nella battaglia che oppone il ministro della giustizia ai magistrati. “Non vogliono modernizzare – dice il rappresentante del Governo – e non sanno chi è Jobs che preconizzò un mondo senza carta”. Ma in realtà  non fu Jobs a lanciare la profezia, ma Gates.

Steve Jobs fa irruzione nei palazzi della politica italiana. In realtà  più che un’irruzione si tratta di una semplice citazione, ma agli appassionati della Mela fa piacere vedere che anche chi viene spesso considerato lontano o almeno un po’ distratto nei confronti del mondo della tecnologia in genere e di quella che non ha a che fare con Microsoft in particolare, si ricorda che esiste altro al di fuori dell’universo delle Finestre. Peccato che la citazione, questa volta, giunga a sproposito attribuendo a Jobs parole e pensieri che, in realtà , sono di Bill Gates.

A commettere la gaffe, certo piccola e veniale se colta nel suo contesto globale, ma stridente se valutata nello specifico, è il ministro Roberto Castelli nel corso di un’intervista con “La Stampa”

Il rappresentante della Lega che guida il dicastero della giustizia tira in ballo Jobs nel contesto della polemica, sempre accesa, con i magistrati. Rispondendo alle accuse contenute nel libro bianco che ha rinfocolato lo scontro Castelli accusa le toghe di essere contro la modernità . In particolare di contestare la telematica solo per il gusto di farlo mentre il governo vuole modernizzare. “Non sanno chi è Steve Jobs – avrebbe detto Castelli a Gigi Padovani che ha scritto l’articolo – il fondatore della Apple che preconizzò un mondo senza carta, come passo avanti verso la modernità “.

Applauso, come accennato, per la citazione di Jobs, pollice verso per avere confuso il fondato di Apple con quello di Microsoft. Fu infatti Gatese non Jobs a preconizzare in una delle sue ricorrenti visioni futuristiche che fino ad oggi non hanno avuto, in verità , molta fortuna un “mondo senza carta”, riprendendo il concetto di “paperless office” lanciato da Xerox con PARC agli inizi degli anni sessanta.

Jobs, anzi spesso molto più cauto e concreto quando si tratta di proconizzare il futuro, al proposito della prospettiva di un mondo senza carta è sempre stato piuttosto scettico, al punto che quando lanciò il Mac nel 1984 ebbe occasione di dire con una colorita espressione che un “ufficio senza carta è più o meno come un gabinetto senza carta”. Benchè anche in questo caso la frase vada presa nel suo contesto, non si può fare a meno di notare come essa esprima, più o meno, un concetto che va in una direzione diametralmente opposta alla presunta profezia attribuita da Castelli a Jobs.