Nintendo: l’avversario da battere è Sony, non Microsoft

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Partono gli annunci anche dalla casa nipponica per la prossima generazione di console da casa. Sotto pressione per il mercato dei videogiochi da passeggio, adesso ci si giocherà  il tutto per tutto sul tappeto davanti al televisore.

Il momento è importante. Vitale. Se Nintendo sbaglierà  la prossima console non saranno molti quelli che scommetteranno sul futuro della casa di Zelda e Super Mario. E gli errori possono essere tanti: l’hardware con le specifiche errate, il formato dei giochi, le capacità  multimediali, la connettività , la tempistica sul mercato.

Proprio su quest’ultimo punto ieri l’azienda nipponica ha fatto, per bocca del responsabile del marketing e delle vendite negli Usa, Reggie Fils-Aime, una dichiarazione fondamentale. La console uscirà  seguendo le tempistiche di Playstation 3 di Sony, l’arcirivale che ha scalzato Nintendo dalla vetta del mercato (uccidendo nel frattempo l’altra nipponica, Sega) con la prima e la seconda stazione da gioco.

Ma la vera frecciata è per Microsoft, madre-matrigna di una console, l’Xbox, sulla carta rivoluzionaria ma che ha ceduto nelle aspettative (e nelle carriere dei due responsabili che si sono alternati alla guida della divisione di Microsoft dedicata alla console) e nei risultati rispetto a un ipotetico e ancora tutto da dimostrare mercato ibrido console-pc.

Mercato drogato, urlano quelli di Nintendo, riferendosi non tanto alla guerra dei prezzi (violenta ma legittima pratica commerciale) quanto alla novità  che Microsoft cerca di introdurre nel mercato dell’intrattenimento videoludico da casa: l’accorciamento del ciclo di vita industriale di una console.

Visti i tempi di sviluppo, i costi di supporto (hardware e compilatori creati da zero), le alleanze con gli sviluppatori e le software house, una console non può sperare di fornire alla casa madre un ritorno dell’investimento iniziale restando sugli scaffali dei negozi meno di quattro-cinque anni. Ma Microsoft cerca disperatamente, annunciando Xbox 2, di invertire la tendenza, grazie alle sinergie con un prodotto molto più simile nelle componenti e nei compilatori ai pc commerciali che a un hardware ad hoc (e questa sarebbe la causa, c’è chi dice, dei problemi di crash che affliggono alcuni videogiocatori appassionati di Redmond).

Lotta dura contro il mercato corto e contro le eresie di chi vuole rivoluzionare il settore arrivando per buon ultimo (Microsoft) e senza ancora essersi fatto le ossa con almeno un paio di generazioni di prodotti. Vedremo cosa ne risulterà  dalla scelta strategica di Nintendo e se è vero che l’avversario non solo da battere ma anche da seguire è Sony e non il pivellino Microsoft.