Nokia, guerra alla segnaletica wireless

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Il più grande costruttore mondiale di telefoni cellulari è il nemico numero uno del wireless libero, noto anche come Warchalking, e lo rinomina Warspamming.

Ricordate “Warchalking”, la segnaletica nata nel Regno Unito volta ad informare i passanti dotati di computer con connettività  wireless della disponibilità  di una rete Internet wireless liberamente, o meno, accessibile? Secondo molti si trattava di un segno dei tempi, dell’evidenza che la diffusione dei sistemi di collegamento senza fili stava modificando persino il panorama urbano. Qualcun altro speculava sulla comodità  di un simile sistema; altri ponderavano come l’internazionalizzazione di questo costume possa realmente fornire nuovi scenari alla navigazione in Internet.

Tra molte voci positive, però, se n’é alzata anche qualcuna negativa. Tra queste quella di Nokia che non esita a definire un “furto “la tecnica del Warchalking.

“Accedendo ad un network aperto – spiega il produttore di cellulari finlandese – chiunque può recepire informazioni che non necessariamente dovevano essere diffuse […] sfruttando i mail server lo spamming potrebbe propagarsi a dismisura” IN più sedendosi all’esterno di un edificio e usando la banda wireless di una società  che utilizza questo sistema si ruba banda e si usano in maniera illegale indirizzi IP riservati.

In attesa di conoscere i motivi di tanta animosità  contro un sistema che, in gran parte potrebbe essere utile notare che forse qualche rischio esiste, ma che esistono anche robusti sistemi di prevenzione che si possono mettere in atto per prevenire il “furto” della banda. Basta volerlo. Se non si protegge il network, viene da pensare, è evidentemente perché non si ritiene opportuno farlo o perché, come accade spesso, si vuole proprio lasciar libero l’accesso ai passanti. Non a caso molti dei segni di Warchalking vengono posti da chi allestisce la rete nei pressi dello stesso segnale.