Notte fonda a Cupertino

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Scorte troppo alte nei magazzini con una crisi in corso sono uno degli spettri più temuti dal mercato. “Apple per disfarsi delle scorte potrebbe ritardare il rilascio di nuove macchine”, dice qualche analista

La crisi del mercato dei computers, ormai ufficialmente aperta, colpirà  duramente un po’ tutti i protagonisti del settore, ma farne le spese più di altri potrebbero essere Compaq e Apple. Addirittura Apple potrebbe essere costretta a ritardare il rilascio di nuovi prodotti per fare fronte ad una calo di vendite che non accenna a rallentare e a scorte di magazzino che restano paurosamente alte. Questo il parere comune di numerosi analisti intervistati da C/Net sulla scorta dei dati forniti nelle settimane passate dalle due società .
A suscitare pessimismo sui bilanci di Compaq e Apple, ma più specificatamente su quelle di Apple, la notizia di scorte di magazzino particolarmente alte, intorno alle 11 settimane, ben al di sopra della media del mercato.
I problemi determinati da scorte alte di magazzino sono uno dei problemi peggiori per una società  informatica e un vero e proprio spauracchio per chi decide di investire le proprie azioni su di esse. Troppe macchine invendute nei canali e nei capannoni significano infatti la necessità  di abbassare i prezzi per liquidarle e dunque profitti più bassi a breve termine ma anche meno macchine vendute a medio termine. La liquidazione ha infatti il benefico effetto di abbassare le scorte ma anche di saturare il mercato che non recepisce più sollecitazioni ulteriori nei mesi successivi. Si innesca così una reazione a catena che può portare a gravi problemi di carattere economico, come ben sanno anche alla Apple dall’esperienza fatta negli anni della crisi di Spindler, una crisi che però si propaga come un’onda d’urto su tutto il mercato, in particolare se i protagonisti in gioco sono delle dimensioni di Apple e Compaq.
C/Net sottolinea che se i magazzini di Compaq dovrebbero preoccupare, lo stato di quelli di Apple dovrebbe suscitare anche maggior inquietudine. La società  Texana, infatti, ricava profitti dai server e quindi non dovrebbe soffrire particolarmente in vista del Natale. Al contrario Apple poggia quasi interamente sul settore consumer e questo con un mercato che è in calo del 25% rispetto all’anno precedente certo non rappresenta un bel biglietto da visita. In aggiunta a ciò nelle ultime settimane Apple non avrebbe migliorato la sua situazione, neppure forzando la mano con sconti e promozioni.
Anzi negli ultimi giorni le vendite sono calate ancora, scendendo del 31% nella settimana del 5 novembre e del 29% per la settimana del 12 novembre. “Questa situazione potrebbe obbligare la società  di Cupertino – è il parere di Tim Deal di Technology Business Research – a ritardare il rilascio di nuovi prodotti al MacWorld Expo”. Apple potrebbe decidere, secondo l’analista, di mostrarli in anteprima, ma non di metterli in vendita”.
L’opinione, a chi scrive, pare però poco fondata. Se infatti il problema è la liquidazione dei magazzini ben difficilmente Apple potrebbe permettersi il lusso di presentare dei prodotti senza rilasciarli. In attesa dei nuovi, e nel nostro caso quasi indubitabilmente più moderni modelli, gli utenti Apple finirebbero per rifiutare di acquistare qualunque dei prodotti ancora oggi nei canali e nei magazzini.