Office, punto di svolta per MacOs X

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Microsoft conferma: Office per Os X ci sarà, non sappiamo quando. Quali le conseguenze del differimento del rilascio? Chi ne pagherà le conseguenze? Il nuovo Os o, magari, la stessa Microsoft?

Il lancio ufficiale di MacOffice 2001 avvenuto negli USA nelle scorse ore ha suscitato di nuovo l’annosa questione della reticenza da parte di Microsoft a produrre una versione anche per MacOs X. Nella giornata di ieri in un nostro articolo abbiamo dato notizia di rassicurazioni che giungono direttamente da Microsoft sul fatto che nei laboratori di Redmond qualcuno ci sta lavorando. Si tratta della prima conferma diretta che la più diffusa suite di produttività  sarà  realizzata in versione nativa per l’Os della prossima generazione. Ma, purtroppo, la conferma porta con se anche la notizia che nessuno si deve attendere a tempi brevi una versione per MacOs X. “Si tratta convertire 30 milioni di righe di codice”, sostiene il manager dei prodotti Mac di Microsoft Irving Kwong. Per questo se ne parlerà  nella prossima versione che con ogni probabilità , se tutto andrà  per il verso giusto e con i tempi seguiti fino ad oggi da Microsoft, potremo vedere forse all’inizio del 2003.
Fino ad allora però gli utenti Mac che vorranno (o saranno costretti) ad utilizzare Office e MacOs X saranno costretti a farlo usando la BlueBox. Una situazione che potrebbe diventare la norma quando, probabilmente la prossima primavera, verrà  rilasciato il nuovo sistema operativo. Questo significherà  fare i conti con un programma che anche a causa della sua “mastodonticità ” gira con lentezza nell’ambiente di emulazione dell’Os tradizionale.
Queste difficoltà , come si nota in un articolo di C/Net, potrebbero causare un effetto a cascata limitando le vendite di MacOs X. Visto che pochi potranno usare nativamente una suite come Office che in alcune realtà  resta lo standard, pochi potrebbero essere incentivati ad aggiornare i loro vecchi sistemi con MacOs 9.x. A sua volta Microsoft potrebbe avere pochi incentivi a produrre una versione per MacOs X per la scarsa base di installato.
Su questa vicenda poi alcuni vedono anche una seconda faccia della medaglia e che presenta una Microsoft alla finestra sulla versione carbonizzata di MacOs X in attesa di vedere se e quanto il nuovo Os riuscirà  a divorare della fetta di mercato di Windows. Se questo dovesse accadere si può essere certi che la carbonizzazione di Office procederà  ancora più a rilento. Fornire uno strumento di produttività  tanto popolare potrebbe rappresentare un autogol clamoroso per le vendite di Windows. Non bisogna dimenticare che Microsoft non produce una versione per Linux di Office proprio per lo stesso motivo.
Esiste però infine anche un terzo lato, se così si può dire, della medaglia e che riporta il rischio per Microsoft che qualcuno, come ad esempio Sun con il suo StarOffice, possa decidere di puntare le sue carte su Mac rilasciando una versione per MacOs X della sua suite. Questo, visto che StarOffice è gratuito, potrebbe significare il rischio di standardizzare un nuovo pacchetto e di perdere parte del business MacOs per Redmond…