On2 si fa avanti: VP5 meglio di MPEG-4

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La battaglia sul codec per la compressione video del futuro è cominciata. On2 propone il suo VP5 come concorrente di MPEG-4 “e noi non facciamo pagare tasse per lo streaming”, dice la società  di New York. MPEG LA risponde: “I termini della discussione sono ancora aperti”

50% più veloce delle versioni precedenti, qualità  dell’immagine perfetta in ogni tipo di situazione e, soprattutto, nessuna “tassa” per lo streaming di immagini, sia via Internet che ogni altro media. Sono queste le caratteristiche con cui On2 Technologies ha ufficialmente presentato ai potenziali clienti e ai consumatori VP5, la nuova implementazione del Codec VP capace di comprimere e distribuire immagini in movimento.
La tempistica scelta per il lancio di VP5, erede del più datatoi VP4 e VP3.2, non lascia adito a dubbi sulla volontà  da parte di On2 di attaccare frontalmente il principale concorrente di VP, MPEG-4. Nei giorni scorsi, contestualmente all’annuncio da parte di Apple del completamento di una versione compatibile con la nuova implementazione del sistema MPEG, di QuickTime, è sorta un’aspra polemica a margini dei diritti e dei costi per il suo utilizzo. La stessa Apple ha annunciato di non poter rilasciare il nuovo QT per l’eccessiva esosità  del consorzio MPEG LA che ne gestisce i costi di licenza. In particolare Apple e altri membri della ISMA (Internet Streaming Media Alliance) non condividono la richiesta di un pagamento per ogni ora di dati trasmessi.
La mancanza di questa “tassa” è proprio uno dei punti essenziali della poltica di On2 che si è detta disponibile ad accettare le condizioni della ISMA per fare di VP lo standard per eccellenza nelle tramissioni di immagini via Internet. Secondo il CEO di On2 VP5 è in grado di trasmettere immagini di qualità  superiore con banda inferiore sia rispetto a MPEG-2, MPEG-4, Real 8, Windows Media 8 e QuickTime 5.
Intanto MPEG LA, che detiene i diritti delle varie tecnologie alla base di MPEG-4, ha ribadito in una risposta ufficiale che ritiene giusto che se chi opera una trasmissione usando MPEG-4 viene pagato per questa trasmissione anche chi ha i diritti sulle tecnologie venga pagato. “In ogni caso – ha soggiunto MPEG LA in diversi messaggi inviati ad utenti che si sono lamentati della politica di pagamento oggi in vigore – ogni discussione al proposito resta aperta. La nostra posizione è quella di discutere al proposito con tutti coloro che avranno qualche cosa di costruttivo da dirci. In fondo siamo solo all’inizio. I termini di licenza sono stati annunciati per la prima volta solo lo scorso 31 gennaio e molti dettagli devono ancora essere precisati e messi nero su bianco”