Open-Xchange, l’arma segreta dell’Open Source

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Il mercato per il software delle imprese è sempre più orientato agli strumenti collaborativi. Sistemi di posta e di comunicazione in tempo reale, condivisione dei calendari, groupware. Un mercato dominato da Lotus Notes e – soprattutto – Microsoft Exchange. Ma dietro l’angolo qualcosa si muove nel mondo del codice libero. Grazie a Novell, sarà il prossimo Firefox? O meglio, il prossimo Apache?

Entro la fine del mese Netline lancerà  la versione commerciale del suo server per la posta elettronica Open-Xchange. Il prodotto serve per gestire dal lato del fornitore di servizio la posta e molto di più. Collaborazione, messaggistica, calendari, groupware. Funzionalità  sempre più importanti non solo per le grandi aziende.

Il mercato, sino ad ora dominato da Lotus Notes di Ibm e soprattutto da Microsoft Exchange, potrebbe cominciare a tremare. Perché dietro a Netline c’è un nome storico dell’informatica di rete che negli ultimi due anni sta cambiando radicalmente strategia.

Si tratta dell’americana Novell, creatrice di sistemi software per il networking quando Internet era ancora chiusa all’interno dell’Accademia e dei laboratori militari statunitensi, e adesso proprietaria tra le altre cose di SuSE, il produttore tedesco della seconda distribuzione Linux al mondo dopo Red Hat.

Il server Open-Xchange funziona già  come motore per la collaborazione all’interno delle ultime versioni di SuSE Linux. Adesso, con il mutare ulteriore del mercato, si trova ad avere un ruolo che potrebbe essere centrale. In pratica, servire da centro, da pivot per la gestione in tempo reale del flusso dei dati e delle informazioni prodotte e necessarie ai dipendenti.

Un esempio? Open-Xchange permette di integrare VoIP, messaggeria istantanea, SyncML (nel cuore dei sistemi di sincronizzazione per esempio di Palm e dei telefoni cellulari Nokia e non solo), blog, wiki, con interfaccia WebDAV, ampio uso di Xml, compatibilità  Java ed Ecplise.

Potrebbe essere il nuovo Firefox, o meglio il nuovo Apache. Come il server per il web Open Source (è contenuto anche dentro MacOs X), un sistema di collaborazione e integrazione delle informazioni pare essere – soprattutto per le piccole e medie aziende – la cosa più “calda” di cui dotarsi. Se Apache ha permesso anche a piccole società  o privati di “far partire” internet, diventando fornitori di servizi o realizzando sulle proprie macchine detti servizi, adesso Open-Xchange potrebbe fare la stessa cosa con l’integrazione del groupware nello stesso ambito.