Oprah Winfrey lascia Kindle per iPad

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Negli Usa esiste un personaggio molto singolare, che in Italia sarebbe la sommatoria di più di una figura pubblica televisiva: in parte Maria de Filippi, in parte Maurizio Costanzo, in parte Antonella Clerici, in parte Caterina Balivo ed Elisa Isoardi. E chi più ne ha, più ne metta: Oprah Winfrey è relativamente giovane, ricca, cicciottella, e abita il piccolo schermo, da dove domina un impero fatto di riviste, pubblicità, talk show, club del libro. È la versione semovente della “rivista per giovani donne” che viene letta anche dalle donne meno giovani.

La sua storia è una storia di successo fatta partendo dal niente e, come spesso nella televisione-verità succede, il successo è anche la sua storia e il fatto che sia venuta su dal niente: un fatto costantemente esibito e mostrato a tutti. Uno degli aspetti più “potenti” della presenza di Oprah in televisione è la sua capacità di promuovere personaggi e soprattutto scrittori, attraverso il suo personale “endorsement”. Se Oprah lo ha letto, gli piace e dice che gli è piaciuto, milioni di donne americane lo vorranno e lo compreranno. Se vai da Oprah per mezz’ora, vuol dire che in quella mezz’ora il successo che può esserti sfuggito per tutta una vita è arrivato e ti ha fatto ricco.  

Tempo addietro Oprah aveva “sposato” la causa di Kindle. Idea geniale: sposi il supporto che è indice di modernità e rendi le giovani casalinghe americane consapevoli che esiste un sistema per leggere i libri che è più moderno ed efficace della vecchia carta. Oprah aveva talmente appoggiato il Kindle da farne anche un veicolo promozionale: offriva alle sue spettatrici e lettrici della sua rivista uno sconto di 50 dollari per l’acquisto, tramite l’esibizione di un voucher, nell’ottobre del 2008. Questo “sodalizio” non totalmente disinteressato fra Oprah e Amazon aveva fatto da volano per il risultato positivo della penetrazione di Kindle nel mercato americano. E nonostante questo, viene da dire, Kindle non ha mai toccato il traguardo dei due milioni di apparecchi venduti.

Adesso, Oprah ha un nuovo giocattolo. E questo giocattolo si chiama iPad. La scorsa settimana ha presentato il suo giocattolo nuovo di zecca in trasmissione, proprio come avevano fatto prima del lancio alcuni dei comici della tarda serata televisiva americana (David Letterman in testa). Adesso iPad sbarca in daytime e mostra al mondo di essere la nuova “cosa calda” sul mercato.

Oprah l’ha presentato come “la mia nuova favorita “cosa favorita” nel mondo” (esatto: dicendo due volte favorita). E aggiungendo che “c’è anche una applicazione del Kindle dentro per chi di voi ha un Kindle – ovviamente io avevo un Kindle – e potete quindi potarvi tutti i vostri libri del Kindle e metterli dentro il vostro iPad”. Gli esperti di sfumature avranno notato che Oprah, una che vale quasi un miliardo di dollari e che non parla mai a caso, ha detto “avevo un Kindle”. Fine di un endorsement, e inizio di una nuova relazione d’amore per la presentatrice che ha fatto della sua vita, dei suoi problemi e delle sue gioie una forma d’arte dal valore commerciale esasperato.

L’effetto sul mercato è ancora tutto da vedere, ma i commentatori americani hanno subito notato il cambio di marcia. Se Oprah sposa la causa di iPad, vuol dire che propone il modello del coltellino svizzero, l’apparecchio in grado di fare un sacco di cose, anziché quella del simulacro del libro di carta. Un cambio di passo che, unito al prossimo arrivo del modello 3G di iPad (che rimetterà finalmente a posto la percezione da parte di molti commentatori sulla usabilità e il senso di iPad) sembra destinato a impattare in maniera molto negativa il business di Amazon, ma anche di Sony e di Barnes & Noble con i loro apparecchi digitali basati su eInk e capaci di una cosa sola.

Adesso, se solo Stephen King la smettesse di fare racconti lunghi in esclusiva per Kindle e si comprasse anche lui un iPad…

(Per chi volesse approfondire la vita e il “senso” di Oprah Wimprey, c’è una biografia non autorizzata scritta dalla famosa biografa-scandalistica Kitty Kelley – che però non ha mai perso una querela – appena arrivata sugli scaffali americani: si chiama Oprah: A biography e vale quanto un dottorato di ricerca sul tema Oprah).