Orgoglio Napster: “Il nostro spot ha avuto effetto”

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Nel day after degli spot del Superbowl Napster respinge al mittente le critiche sul suo spot anti-iTunes giudicato pessimo dai critici e canta vittoria: “Ha avuto l’effetto che doveva avere”. Ma le cifre che arrivano dalle visite al sito di vendita on line raccontano una storia diversa.

«Lo spot non è piaciuto? Non doveva piacere, ma semplicemente essere chiaro». Questa la replica di Napster alla pubblicità  ‘€œanti-iTunes’€ presentata durante il Superbowl e che è finita tristemente ultima in quanto appeal nell’€™autorevole classifica di AD Meter.

Secondo i manager della società  che opera nel commercio di musica su Internet chi svolge le valutazioni sbaglia il metro di giudizio. Lo spot non ‘€œdoveva fare ridere – ha detto la portavoce Dana Harris – ma far capire alla gente qualche cosa’€. Obbiettivo che, sempre secondo Napster, sarebbe stato raggiunto.

La prova? Nella vendita di mille bundle di riproduttore MP3 e abbonamenti di prova avvenuta poco dopo il lancio dello spot. Anche qualche analista, come Jim Nail di Forrester, crede che la pubblicità  possa avere stata efficace.

Altri osservatori pensano invece che l’€™aspetto emozionale sia importante e che il ‘€œgatto che sa fare qualche conto’€ non colpisce la fantasia. ‘€œUno spot che voglia produrre un reale effetto – ha detto a C/Net il pubblicitario Jorda Fisher – deve sì fare appello alla logica, ma prima deve anche essere in grado di attirare l’€™attenzione del consumatore. Questo è quello che ha fatto Apple con iPod quando ha portato il punto focale sulla libertà  d’€™utilizzo e solo successivamente ha puntato sulle 10.000 canzoni’€.

Tra pareri pro e pareri contro, uno dei pochi metri di valutazione attendibili è dato dall’€™incremento delle visite al sito di Napster che secondo Comscore è crescito del 30% rispetto alla media delle quattro domeniche precedenti. Un dato non etusiasmante non tanto a confronto dello stratosferico +594% fatto segnare da Budweiser (il cui spot è stato giudicato il migliore) quando confronto a quello registrato da iTunes. Il sito di vendita on line di Apple, nonostante una pubblicità  giudicata fiacca, ha fatto segnare un +172% in fatto di viste, sei volte l’€™incremento di Napster e quinto risultato nella classifica dei ‘€œvincenti’€ tra i siti Internet che più hanno goduto dell’€™effetto Superbowl. Questi dati la dicono lunga sull’€™interesse della iniziativa promozionale lanciata in abbinamento con Pepsi ma che soprattutto eclissano il misero +30% della concorrente.

Non stupisce dunque troppo che anche il mercato finanziario, solitamente molto cinico e per nulla propenso a farsi blandire dalle pubbliche relazioni, mentre consegnava ad Apple un modesto rialzo puniva severamente Napster le cui azioni ieri sono scese del 10% tornando a quota 8,70$. Non a caso, più o meno, lo stesso livello che avevano prima dell’€™annuncio dello spot del Superbowl.