Osborne: muore il pioniere del laptop

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Dopo una lunga malattia è deceduto ieri Adam Osborne. All’inizio degli anni ’80 sfidò Apple lanciando il primo personal computer portatile.

E’ scomparso ieri, a 64 anni, nella sua casa in India dove si era trasferito da tempo, Adam Osborne, unanimemente riconosciuto come “l’inventore” de primo computer portatile a costi accessibili.

Osborne, nato in Thailandia da genitori inglesi, e dopo essersi trasferito negli USA, cominciò ad interessarsi del mondo informatico. Affascinato dagli sforzi che Apple stava facendo per “popolarizzare” il computer, intravide la possibilità  di sfidare la società  di Cupertino trasformando il personal computer in un oggetto portatile.

Nacque così nel 1981 Osborne Computer e l’Osborne-1, il primo PC che aveva le caratteristiche di una macchina che si poteva trasportare. Le sue dimensioni e il suo peso non erano certo quelle a cui siamo abituati e le dotazioni neppure; basti pensare che aveva uno schermo (ovviamente CRT) da 5 pollici in bianco e nero e pesava più di 11 kg.

Ma l’idea era innovativa e prese immmediatamente piede. Osborne riuscii a raggiungere vendite per 10.000 pezzi al mese, una vera e propria enormità  per quei tempi, generando un fatturato di quasi 70 milioni di dollari in un anno. Il merito fu soprattutto dei costi, estremamente bassi rispetto a quelli dei PC prodotti da Apple: poco più di 1700 dollari.

Ben presto però una serie di errori finanziari e di strategie sbagliate determinarono il fallimento di Osborne Computer che chiuse i battenti nel 1983.

Successivamente Osborne lanciò una casa di software che non ebbe grande successo e che divenne popolare essenzialmente per un caso giudiziario che la oppose a Lotus con l’accusa di avere realizzato un foglio di calcolo troppo simile a Lotus 1-2-3.

La nascita, i successi e la morte di Osborne Computer vengono ancora oggi ritenuti un esempio di come una crescita non governata da solide basi finanziarie e la giusta programmazione possano uccidere un progetto con grandi potenzialità . Lo stesso Osborne descrisse i suoi errori di valutazione in un libro che divenne estremamente popolare nella Silicon Valley e intitolato Hypergrowth.

Osborne si ammalò gravemente all’inizio degli anni ’90 trasferendosi in India, da allora restò ai margini del tumultuoso sviluppo dell’informatica che però gli deve la geniale e oggi più che mai attuale idea che il futuro del computer è nella portabilità .