PalmSource cerca investitori

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La crisi del mercato azionario e quella del settore dei PDA stanno provocando qualche grattacapo a Palm, intenta a trovare finanziatori per il lancio di PalmSource. La divisione che si occuperà  di software non ha ancora i soldi necessari per camminare con le sue gambe.

Il declino dei profitti e il mercato del mondo dei palmari che stenta a riprendersi stanno renderendo difficoltosa la separazione in due tronconi dell’€™attività  di Palm.

La società  di Santa Clara, come noto, ha in programma la completa scissione del settore che si occupa di software da quello che produce hardware e a questo scopo ha già  generato una divisione, PalmSource, che si occupa proprio di questo. Ma i profitti di questa ultima nel corso degli ultimi mesi sono stati troppo bassi per pensare di concedere ad essa vita propria, come società  indipendente.

Complessivamente i profitti trimestrali di PalmSource sono stati infatti di soli 20 milioni di dollari quando, secondo alcune stime elaborate da esperti del settore, considerato anche che la nuova società  dovrebbe avere una sua propria sede con uffici e laboratori di ricerca, nelle casse dovrebbero esserci al momento della separazione almeno 60 se non 80 milioni di dollari.

Palm sta così cercando investitori che possano in qualche modo venirle incontro e versare parte dei capitali che aiutino la creazione della nuova società .

David Nagel, già  tra i manager di Apple e ora CEO di PalmSource, conferma che sono in atto contatti per raccogliere finanziamenti. Tra i possibili investitori ci sono clienti dei prodotti software e partner tecnologici, ma anche cosiddetti ‘€œinvestitori strategici’€, ovvero semplici finanziatori che potrebbero sperare di trarre profitto dalle attività  di PalmSource.

Nagel, in alcune dichiarazioni rilasciate recentemente, appare piuttosto fiducioso sull’€™esito di questa operazione. ‘€œNon abbiamo bisogno di grandi capitali ‘€“ ha detto a C/Net ‘€“ non ci sono di mezzo acquisto di componenti e di prodotti di magazzino. Abbiamo solo bisogno di soldi per pagare gli ingegneri, per il marketing e per far funzionare la società  in tutti i suoi aspetti. Una realtà  che si occupa di software non necessita di grandi investimenti’€

Il problema fondamentale è, però, che il mercato finanziario di oggi non è sicuramente quello di due anni fa, quando il titolo Palm venne lanciato a Wall Street. E neppure l’€™attività  di Palm suscita lo stesso entusiasmo. Basti pensare che al momento il titolo della società  la scorsa settimana è stato valutato poco più di 60 centesimi di dollaro quando qualche settimana dopo l’€™IPO, nel marzo del 2000, superò abbondantemente i 100 dollari.

Nagel ammette che il clima non è dei migliori ma confidando sulle prospettive di crescita del mercato dei palmari resta non pessimista: ‘€œCerto ‘€“ dice ancora a C/Net il CEO ‘€“ chiunque abbia un minimo d raziocinio non può che essere un po’€™ perplesso quando si tratta di parla di investire. Ma tutti coloro con cui siamo in contatto vedono Palm come un interessante investimento di lungo termine’€

Palm e PalmSource hanno di fronte ancora un po’€™ di tempo per riuscire a dare un fondamento economico alla separazione in due società  distinte. La creazione di una società  indipendente che si occuperà  di software è prevista per la fine dell’€™anno o i primi mesi del 2003.