Palm e Gateway contro Microsoft

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Inizia un marzo molto caldo per Microsoft. Prima la giudice Kollar-Kotelly esaminerà  la validità  dell’€™accordo tra Redmond e il DOJ, poi sarà  la volta delle richieste degli stati che non accettano l’€™accordo. Tra i testimoni ‘€œcontro’€ anche Gateway e Palm.

Ci saranno testimoni sia di Palm che di Gateway nel gruppo di quelli chiamati a deporre nella prossima tornata del processo contro Microsoft.
Alcuni managers delle due società , tra le più in vista della Silicon Valley e del mondo informatico americano, sono infatti nell’€™elenco che gli stati dissenzienti dall’€™accordo che Redmond ha raggiunto con il DOJ, hanno presentato alla giudice Kollar-Kottely.
Anthony Fama di Gateway, un OEM che in passato aveva già  provato a ‘€œsfidare’€ Microsoft con alcune iniziative come l’€™utilizzo di sistemi operativi alternativi, deporrà  affermando che il rimedio proposto dagli stati è necessario per impedire che Microsoft continui a favorire i produttori di personal computer che supportano i suoi prodotti rispetto a quelli che non lo fanno. Fama ribadirà  che il rimedio proposto da Microsoft e il DOJ non è in grado di limitare questa discriminazione.
Michael Mace, responsabile dell’€™ufficio che in Palm si occupa della concorrenza sul mercato, sosterrà  che la società  di Bill Gates ha cercato di bloccare lo sviluppo di Palm usando tecniche anti-concorrenziali, come impedire l’€™accesso ai tools di sviluppo per i sistemi Microsoft. Mace deporrà  anche per sostenere che le sanzioni proposte dagli stati sono un aspetto critico per permettere a Palm di continuare ad interoperare con la piattaforma Microsoft Windows visto che il Dipartimento di Giustizia, con il suo accordo, ha fallito in questo senso.
Ricordiamo che marzo sarà  un mese molto caldo per Microsoft. Dopodomani, mercoledì 6 marzo, la giudice Kollar-Kottely inizierà  una serie di sedute il cui scopo sarà  quello di decidere se l’€™accordo tra DOJ e Microsoft persegue o meno il pubblico interesse. Successivamente, l’€™11 marzo, inizieranno anche le sedute finalizzate a valutare le proposte di sanzioni che gli stati ‘€œribelli’€ vorrebbero applicare a Microsoft.