Partita a poker tra Apple, Microsoft e Google

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Un’interessante infografica, prova a immaginare le sfide in corso tra Apple, Microsoft e Google come una partita a poker. Ogni giocatore ha valide carte in mano, ma quella che ha carte migliori in questo momento è Apple.

Un’interessante infografica, prova a immaginare le sfide in corso tra Apple, Microsoft e Google come una partita a poker. In questa partita immaginaria, Apple ha sette carte e molti vantaggi: è incentrata sugli utenti, offre integrazione verticale per i propri prodotti, blocca il consumatore con soluzioni chiuse (l’iPod, ad esempio, può essere sincronizzato solo con iTunes), vende a prezzi più elevati della media, ha margini migliori, un’immagine di prodotti di lusso, ed è un marchio indubbiamente prestigioso che invoglia il consumatore a desiderare sinergia tra i prodotti (esempio: acquistare un Mac dopo un iPhone). Apple sa anche stringere rapporti di cooperazione con gli sviluppatori (App Store) e ha una visione che spinge gli utenti verso il mercato mobile.

Google ha meno carte in mano: ma se saprà giocarle, sono tutte piuttosto vantaggiose: ha un marchio riconosciuto, una visione basata su prodotti che sfruttano il cloud (Chrome OS è un assaggio di questo paradigma), è incentrata sugli utenti, ha alcuni molti princiopi simili a quelli di Apple e offre software e interfacce molto efficienti.

Microsoft in questa nuova partita ha finalmente tre buone carte in mano: si concentra su un unico livelllo (il software), innovando e permettendo agli altri di aggiungere i livelli mancanti; è molto attiva nel campo business con un brand e prodotti ampiamenti usati e riconosciuti; è chiusa e impedisce a terze parti di usare standard proprietari bloccando l’utente nel microcosmo di Redmond.

Come in una vera partita di poker, il successo è stato ottenuto grazie alle abilità dei protagonisti, l’osservazione del comportamento degli altri giocatori al fine di intuire le loro mosse e l’esecuzione di bluff per indurli in errore. Come andrà a finire questa partita?

 

[A cura di Mauro Notarianni]