Per Microsoft al via il processo d’appello antritrust

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Per Microsoft e l’€™Unione Europea ricomincia il confronto legale. Al via oggi il processo d’€™appello davanti alla corte di prima istanza. Momento cruciale anche per il futuro di Windows Vista.

Comincia oggi il processo d’€™appello per la causa antritrust europea. Microsoft e l’€™Unione si trovano di fronte ad un panel di 13 giudici della Corte di Prima Istanza, chiamati a decidere se l’€™Ue aveva, o meno, il diritto di chiedere a Redmond il rispetto di determinate imposizioni per continuare a commercializzare i suoi prodotti in Europa.

Il processo d’€™appello è cruciale nella causa antritrust. Anche se alla fine lo sconfitto avrà  la possibilità  di ricorrere ulteriormente, una eventuale vittoria di Microsoft significherebbe di fatto per l’€™Unione l’€™impossibilità  di mantenere in essere le attuali norme disposte per impedire quello che ha giudicato essere esercizio abusivo di monopolio. In particolare per l’€™Ue potrebbe essere molto difficile continuare a tenere nel mirino la controparte anche per quanto riguarda il prossimo sistema operativo, Windows Vista.

Se invece Microsoft fosse sconfitta sarebbe proprio lei a trovarsi nei guai. Non solo non si vedrebbe restituiti i quasi 500 milioni di euro di multa che ha dovuto pagare in risarcimento delle sue pratiche di mercato, ma finirebbe per pagare due milioni di euro di multa al giorno per non avere ancora soddisfatto ad alcune delle richieste dell’€™Ue, per non parlare dei problemi cui potrebbe andare incontro con Windows Vista.

Il procedimento con le audizioni andrà  avanti per cinque giorni. Microsoft a suo sostegno presenterà  dieci tra associazioni e realtà  commerciali; l’€™Ue quattro associazioni. Mancheranno dalla parte della Commissione gli alleati di un tempo, ovvero Real Networks, e la Computer & Communications Industry Association che avevano aperto il caso europeo ma che hanno chiuso la loro divergenze con una mediziona (e la riscossione di un congruo risarcimento).

La corte, presieduta da Bo Vesterdorf, noto per avere negato a Microsoft, qualche mese fa, la sospensione temporanea dell’€™efficiacia della sentenza, ha fissato un calendario di cinque giorni per le udienze. Per avere il giudizio finale dovranno invece passare molti mesi, forse addirittura un anno.