Per Opera 12,75 milioni di dollari da Microsoft?

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Microsoft avrebbe versato quasi 13 milioni di dollari ad Opera per evitare un procedimento legale. Una vicenda che risale ai giorni in cui agli utenti del browser norvegese era impedito l’€™accesso al portale di MSN.

I 12,75 milioni di dollari finiti nelle casse di Opera e di cui ha dato notizia la scorsa settimana la software house norvegese sarebbero arrivati da Microsoft che avrebbe in questo modo evitato una causa legale. Ad avanzare questa ipotesi è il solitamente autorevole sito C/Net che sostiene di avere appreso l’€™informazione da fonti vicine alle parti.

L’€™origine della vicenda risale a qualche tempo fa, quando Opera ha lanciato precise accuse all’€™indirizzo di Redmond. All’€™origine del contendere l’€™impossibilità  per chi utilizzava Opera browser di accedere al portale di MSN, un problema che secondo i responsabili di Opera sarebbe stato determinato ad arte per impedire l’€™utilizzo di navigatori che non fossero Internet Explorer. La versione di Opera era stata respinta da Microsoft che sosteneva di avere semplicemente prodotto un sito di qualità  che solo per caso non funzionava con Opera. A sua volta Opera aveva dimostrato che ‘€œmascherando’€ il navigatore e impedendo che il sito riconoscesse l’€™identità  del browser la visione delle pagine era del tutto identica a quella possibile con Internet Explorer.

Le rimostranze e le minacce di Opera, che aveva fatto capire chiaramente di essere intenzionata ad adire a vie legali, nella tesi di C/Net, avrebbero ora prodotto un effetto obbligando Microsoft a versare quasi 13 milioni di dollari. La cifra non è eccessiva ma comunque sufficiente a far capire che anche a Redmond si è capito che un eventuale processo non avrebbe prodotto né una vittoria né, probabilmente, un buon ritorno dal punto di vista dell’€™immagine. L’€™unica condizione che Microsoft avrebbe posto sarebbe stato il completo silenzio sulla conclusione della diatriba.

La conferma sarebbe nel mistero che grava sia sul versamento in denaro, comunque confermato da Opera, e su chi sia stato a versarlo. La casa norvegese rifiuta infatti ogni ulteriore precisazione. Una posizione più o meno identica a quella di Microsoft che a sua volta ha respinto un’€™intervista affermando che non è abitudine dell’€™azienda commentare le indiscrezioni.