Per chi votera’ Steve Jobs?

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Assieme ad oltre 400 leader tecnologici americani, il capo di Apple, ha fatto la sua scelta, non ci sono dubbi.

Si e’ appena concluso il terzo ed ultimo dibattito pubblico (alla Washington University di St. Louis) prima delle elezioni, il 7 novembre, del nuovo presidente degli Stati Uniti e finora George W. Bush resta in testa nei sondaggi contro Al Gore, seppur di poco.

Di recente il vice Presidente, uscente, Al Gore, ha gettato un po’ di benzina sul fuoco tecnologico per fare presa su chi, negli USA, si occupa di tecnologia, Internet ed economia, dichiarandosi “il padre di Internet“, in un’intervista alla CNN nel marzo del 1999, Gore disse: “durante la mia permanenza nel Congresso degli Stati Uniti, presi l’iniziativa di creare Internet”.

In realta’ egli fu uno dei primi politici che diede importanza al web (un importante discorso alla UCLA nel gennaio 1994 e ancora prima, nel 1980, Gore supporto’ l’incremento dei fondi alle universita’ per l’NSFNet) e alle sue problematiche, ma di certo non fu l’inventore di Internet.

Queste affermazioni, o rievocazioni, hanno convinto 420 leader del mondo tecnologico che Gore possa diventare il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Tra loro: Paul Allaire (CEO di Xerox), Marc Andreessen (fondatore di Netscape), Vint Cerf (MCI-Worldcom), John Doerr (Kleiner Perkins Caufield & Byers), Donna Dubinsky (CEO di Handspring), Rob Glaser (CEO di Real Networks), Leo Hindery (CEO di Global Center), Eric Schmidt (CEO di Novell) e il “nostro” Steve Jobs, iCEO di Apple che anche in passato non aveva nascosto le sue preferenze democratiche (al contrario del suo amico-nemico Bill Gates, di tutt’altra idea).

Tutti questi ricchi americani hanno rimpinguato le casse del candidato democratico, che si appresta alle ultime fatiche, con generose donazioni non completamente (c’e’ da giurarlo) disinteressate.

Il monte, delle offerte “tecnologiche”, resta pero’ appannaggio dei repubblicani che, al primo settembre, avevano totalizzato poco meno di 1 milione di dollari mentre i democratici erano “fermi” a meno della meta’ (fonte Center for Responsive Politics).

D’altro canto anche il vice Presidente fece le sue scelte in fatto di computer, non molto tempo fa.