Per gli analisti, l’UMD è “desertificato”

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Come stanno andando i dischi ottici in formato proprietario di Sony, utilizzati per giochi e film della PSP? Mica tanto bene. I giochi ovviamente si vendono, ma i film stanno sfumando nel dimenticatoio. Per gli analisti, è la storia dell’uovo e della gallina: poche vendite perché pochi e costosi titoli non invogliano ad offrire nuovi titoli a prezzi più bassi…

Forse non è stata la mossa vincente decidere di fare tutto con tecnologie proprietarie. Da quando Sony cerca di conquistare mercati ulteriori rispetto a quello dei videogames, come ad esempio quello dei player multimediali, appare evidente che ci sono stati due errori. Forse mortali, di sicuro spettacolari nella loro plateale gravità .

Intendiamoci: PSP, la console portatile di Sony, sta proprio bene e i giochi sono sempre più interessanti. Il problema è il resto. L’accoppiata Umd-Memory Stick (i due formati di memoria rimuovibile utilizzati) più il blocco firmware a qualsiasi tipo di applicazione non certificata di terze parti vuol dire non riuscire a fare praticamente niente nel multimedia. Manca un hard disk e manca anche la possibilità  di avere delle customizzazioni (un client di posta elettronica, per esempio, o un browser migliore e gestione di podcast, audio, video e immagini più raffinate)

In particolare, il formato UMD pare soffrire non poco. Vengono venduti sempre meno film su questo formato non compatibile con i lettori Dvd (e la PSP non si può collegare alla televisione) mentre il prezzo è talvolta superiore a quello dei Dvd scontati e soprattutto il catalogo è minimale. Risultato? Il pubblico non compra, aspettando maggior varietà  a prezzi minori, e le major non producono, viste le vendite minime.

Per questo il giudizio di NPD, società  di analisi, è negativo, dopo un sondaggio che ha coinvolto 55mila americani tra i sei e i sessant’anni: il futuro dell’UMD non brilla. Il formato proprietario imposto da Sony continuerà  a vivacchiare anche nel formato film, ma svaporando lentamente. Ultima nota: PSP che potrebbe essere come l’iPod una fenomenale “arma” per il consumo del video registrato a richiesta in formato digitale (PVR, personal video recording) in realtà  sta dando meno di quel che può. Se poi si aggiunge che anche la coppia di processori è tenuta down-clock, a cicli ridotti di 111 Mhz per evitare di fulminare le batterie in ancora meno tempo delle già  un po’ limitate tre ore di gioco, viene da pensare che forse nei laboratori giapponesi qualcuno si sta preoccupando di capire come costruire senza ripetere gli attuali errori la prossima generazione di console da passeggio di Sony…