Più facile comprare Mac in rete negli USA

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Si allentano le regole per le vendite on line dei prodotti Apple in USA. La conferma arriva da alcuni piccoli rivenditori americani che hanno ricevuto il via libera dalla società  a partire dal primo aprile per mettere sul mercato CPU nuove e non solo usate come concesso in precedenza, dai loro siti Internet. Dall’arrivo di Jobs alla Apple questo privilegio era stato concesso a pochissime realtà  commerciali nel tentativo di favorire una concentrazione, abbattere i costi, controllare strettamete i prezzi e le politiche commerciali dei suoi partner, e dare una base di clienti all’Apple Store.

Ora, evidentemente, con l’incremento delle vendite e il noto rafforzamento sul mercato Apple ritiene opportuno riaprire i rubinetti anche se con qualche limitazione. Ad esempio i piccoli rivenditori potranno vendere solo ai vecchi clienti (in sostanza il primo acquisto non è potrà  essere un Mac) e praticare le vendita su un’area riservata cui si dovrà  accedere con password e login. Parrebbe essere ancora in vigore la nota clausola, anche questa instaurata nell’era Jobs, che gli acquisti praticati negli USA debbano essere strettamente riservati ai clienti residenti sul territorio americano.
Secondo i grandi rivenditori, che non si dicono preoccupati per la possibile perdita di clienti, con questo cambiamento di politica avrebbe in mente di soddisfare le esigenze delle società  che fanno regolarmente affari con uno specifico rivenditorie e non i clienti finali che normalmente cercano solo il prezzo migliore. “Se i piccoli rivenditori – ha dichiarato a MacWeek Mike McNeil di ClubMac – andranno sul mercato a cercarsi clienti, sono certo, Apple toglierà  loro i privilegi concessi in un batter d’occhio. Non siamo, quindi, preoccupati per questa nuova procedura, piuttosto vediamo come preoccupante il fatto che i rivenditori per posta e su Internet non possono partecipare al programma build-to-order. Il fatto di non potere andare incontro ai nostri clienti con macchine altamente customizzate è un freno alle vendite”.