Pirateria musicale, denunce anche in Europa

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Quasi 500 persone denunciate in Europa per possesso e diffusione di musica su Internet. In Italia finiscono sul banco degli imputati in sette. “Così stroncheremo i grandi pirati”, dice la IFPI.

La campagna per fermare la diffusione della musica on line colpisce anche in Europa. Nel corso della giornata di ieri la IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) ha infatti reso noto di avere presentato denunciata contro un gruppo di utenti della rete per possesso di materiale musicale digitale rubato e per la sua diffusione su Internet. Si tratta di 459 persone di vari paesi, tra cui anche 7 italiani.

Il provvedimento, che è stato avanzato su richiesta delle maggiori case discografiche internazionali, mira a colpire in maniera specifica i “grandi pirati”, utenti dei servizi Kazaa, eDonkey e Gnutella che usano mettere a disposizione o scambiare significative quantità  di canzoni. Secondo quanto reso noto dalla IFPI uno degli accusati di nazionalità  britannica aveva messo in rete un computer con 9000 canzoni, in Francia nel mirino è finita una società  i cui dipendenti usavano i computer aziendali per scaricare grandi quantità  di musica on line. In Italia, riferisce l’agenzia Reuters, la Guardia di Finanza ha sequestrato i computer presso il domicilio dei 7 utenti di servizi Peer to Peer. Si tratterebbe sia di utenti che di gestori di server.

I rischi corsi dai presunti pirati musicali dipendono dalle leggi presenti nei vari paesi. Si va da multe, in qualche caso molto salate, alla possibile reclusione, come in Italia e in Francia.

La IFPI sostiene che questo tipo di iniziative, non nuove neppure nel vecchio continente (la scorsa primavera c’era già  stata una raffica di denunce) serve a contrastare un fenomeno diffuso per quanto concerne il download ma che è concentrato in un numero molto ridotto di mani se si guarda l’upload. Secondo una indagine delle stessa IFPI il 75% dei file illegali è distribuito da appena il 15% degli utenti del peer to peer, proprio quei “grandi pirati” che operazioni come queste mirano a stroncare. Secondo la IFPI gli utenti dei servizi di scambio su Internet non dovrebbero essere né stupiti né sorpresi: “Da tempo – dichiarano i portavoce della società  – abbiamo iniziato una campagna per rendere noti sia i danni al settore musicale sia i rischi legali che derivano dalla pirateria musicale. Abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica, operato nella prevenzione e nell’informazione ma ora è tempo di passare ai fatti”