Pirateria musicale, i discografici chiedono l’aiuto dell’UE

di |
logomacitynet696wide

L’EU deve intervenire per fermare la pirateria musicale. Anche nel vecchio continente risuona il lamento dei discografici. Arriverà  presto anche il bastone?

Anche in Europa risuona il lamento e l’ammonimento dell’industria musicale che teme il taglio dei profitti e la crisi irreversibile in seguito al dilagare della pirateria digitale.

A lanciare l’allarme è stato Jay Berman, presidente della Industry Federation of Phonographic Industries (IFPI) che parlava nel contesto degli IPFI Platinum Europe awards, la manifestazione che premia gli artisti che hanno venduto più di un milione di copie.

Berman ha detto che l’incidenza della pirateria musicale diventa sempre più evidente, come dimostra il fatto che nel corso del 2000, prima del dilagare del peer to peer, nel vecchio continente ben 7 artisti avevano venduto più di cinque milioni di copie di dischi. Da allora più nessuno è riuscito a raggiungere questo traguardo.

“Musica gratis significa meno musica per tutti – ha detto Berman -, meno artisti, meno scelta, meno posti di lavoro”

Secondo Berman in Europa i paesi che hanno subito i problemi più gravi sono stati la Danimarca (-19%), Belgio e Austria (-10%)

La IFPI si appella quindi alla Comunità  Europea e ai Governi del vecchio continente perchè prendano provvedimenti drastici per limitare questo fenomeno giudicato gravissimo. “Si devono creare leggi ad hoc – ha detto Berman – e formare una coscienza civile sull’argomento. Bisogna che i Governi ci aiutino a far sapere che chi ruba la musica mina il futuro degli artisti che essi amano”

John Kennedy, presidente di Universal Music International, ha poi detto che le case discografiche sono al lavoro con la EU per far cessare le pratiche discriminatorie, in fatto di tasse, che si riversano sui CD al contrario di quanto accade per altri prodotti che ineriscono il campo culturale.