Pismo ed iBook, perchè si, perchè no

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I nuovi portatili presentati da Jobs sono davvero ciò che il mercato chiedeva? E sono convenienti rispetto alle macchine di una o due generazioni fa? Sicuramente Pismo centra in pieno l’obiettivo di offrire una macchina nuova e dalle caratteristiche interessanti, con un buon prezzo anche se non certo rivoluzionaria. Diverso è il discorso se esaminiamo l’atteso iBook Graphite.

Andiamo con ordine: il mercato da tempo aspettava un aggiornamento della gamma powerbook, la stessa Apple era pronta a presentare il portatile a San Francisco, poi qualcosa è successo e la presentazione è saltata. Non si spiega altrimenti la presenza di Pismo a Tokyo, il MacWorld in corso doveva essere la piazza per presentare gli iBook rinnovati ed una rivisitazione della gamma G4, nulla di più, il mercato del Sol Levante è molto più interessato ad iBook che non a Pismo, tuttavia le cose sono andate così, Pismo è comparso sul palco ed ha gettato ombra su tutto il resto della presentazione, effetto certo poco gradito ad un Jobs preoccupato di dare visibilità  anche alle altre macchine.
Del resto Pismo ha tutte le carte in regola per offuscare qualsiasi altro prodotto, i processori performanti, le porte FireWire che proiettano il portatile immediatamente nel mondo dell’editing audio/video (due ed entrambe 400 Mbps), un bus dati finalmente all’altezza dell’hardware installato, hd capienti e veloci per qualsiasi esigenza, manca la SCSI, è vero, ma doveva essere sostituita necessariamente (e comunque, per gli affezionati dello standard, ci sono in commercio le PC Card di Ratoc che permettono di avere anche tale interfaccia) insomma, in quanto a sostanza Pismo ne ha da vendere, anche se nascosta dietro ad un look forse non del tutto accattivante e che necessitava di qualche rivisitazione.
Per tale motivo il lavoro di Jobs, nel rendere iBook visibile, è stato ancor più difficile e di scarso risultato, l’incremento di ram ed hard disk non è bastato ad infuocare gli animi, era solo un’esigenza fin troppo sentita per essere accolta come nuovo motivo di interesse e probabilmente non farà  vendere un solo iBook in più, chi lo avrebbe preso prima lo farà  con più serenità , chi non lo aveva preso in considerazione, non lo farà  adesso.
Ancora diversa la situazione di iBook Special Edition: il look rimane molto ‘giocoso’ e scanzonato, le plastiche hanno solo cambiato colore, ma la sostanza rimane la stessa, il portatile non ha dotazioni di serie che lo rendono appetibile a chi temeva che la scarsa versatilità  della macchina fosse un ostacolo, non ci sono porte o slot in più, fare una presentazione rimane un problema, inserire una PC Card rimane un’utopia, il prezzo è salito a fronte solo di un processore più potente, forse poco per convincere una fetta consistente di pubblico all’acquisto, soprattutto quando l’attenzione di tutti è focalizzata sui nuovi PowerBook G3.