Pochi spiccioli per gli azionisti di Be

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Be va sul mercato per liquidare definitivamente i suoi debiti e i suoi assetti dopo l’incorporazione da parte di Palm e agli azionisti in tasca resteranno pochi spiccioli.

Gli azionisti che qualche anno fa avevano creduto in Be, compresi quelli che avevano investito grandi cifre sul mercato finanziario, si troveranno con pochi dollari in mano. Quella che era una sensazione diffusa nel momento in cui gli assetti della società  di Gassee era stata venduta a Palm divengono ora una certezza. Nella giornata di ieri, infatti, il management di Be ha annunciato di avere posto in vendita gli 11 milioni di dollari di titoli che, una volta saldati i debiti che essi incorporano, daranno come risultato un “resto” di 3,8 milioni di dollari, di fatto 10 cents ad azione ha calcolato la Security Exchange Commission, circa 200 lire, insomma pochi spiccioli.
Gli azionisti, sulla carta, potrebbero anche non accettare il piano di Be, riiutando la fusione con Palm. In questo caso però l’esito non sarebbe altro che quello di non portarsi a casa i pochi dollari che avrebbero dall’accettazione del progetto. Infatti Be sarebbe costretta a dichiarare il dissesto finanziario e gli azionisti non prenderebbero neppure un cent.
Ricordiamo che il progetto di incorporazione da parte di Palm prevede l’acquisizione di tutte le tecnologie di Be (particolare interesse riveste BeIA, una versione ridotta del sistema Be capace di girare su palmari e di offrire capacità  multimediali) e di quasi tutto il personale (una sessantina di dipendenti)
Gasee, nel 1996 aveva rifiutato una offerta d’acquisto per 125 milioni di dollari avanzata da Apple. Un affare di proporzioni considerevoli valutando che allora Be non aveva ancora un sistema operativo completo. Gassee, che era stato tra i massimi dirigenti di Cupertino, rifiutò e Apple si rivolse a NeXT guidata dall’amico di Gassee Steve Jobs. MacOs X si basa su NeXT Step, inferiore, sostenevano alcuni ai tempi, al BeOs.