PowerBook made in China

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Il vostro prossimo PowerBook potrebbe essere assemblato in Cina. La fabbrica di Taiwan, dove oggi si costruiscono i portatili di Apple, migra nel paese più popoloso del mondo

Il vostro prossimo PowerBook o iBook potrebbe riportare un adesivo con la scritta Made In China. La decisione di migrare l’assemblaggio dei portatili di Apple (ma non solo) nel più popoloso paese del mondo è stata presa da Quanta, una società  Taiwanese che è tra le maggiori al mondo nel settore del montaggio di portatili.
Quanta, che realizza computers oltre che per Apple anche per Dell e Gateway, ha infatti fatto sapere ieri che realizzerà  nuovi stabilimenti in China e che già  dal prossimo anno l’assemblaggio verrà  svolto in questi nuovi impianti. La mossa viene attuata per ridurre il prezzi dei prodotti finiti e offrire nuovi spiragli ad un mercato, quello dei portatili, che fino a qualche settimana fa sembrava in crescita esponenziale e che invece ora sta subendo i rovesci della fortuna che conosce anche il settore dei desktop. Quanta ha recentemente ricevuto l’approvazione da parte del governo Taiwanese per investire circa 50 miliardi in una fabbrica che verrà  realizzata a Shangai.
Quanta è solo uno dei molti produttori di portatili che sta pensando o ha già  deciso di migrare in Cina. First International Computer e Inventec hanno già  annunciato simili decisioni.
Un operaio cinese costa circa 650$ al mese meno di un suo collega Taiwanese e la Cina offre interessanti incentivi a chi desidera realizzare impianti sul suo territorio.
I benefici per i consumatori di questa svolta dovrebbero essere consequenziali e progressivamente divenire sempre più evidenti. Taiwan costruisce circa il 50% dei computers portatili al mondo.
Al momento l’unico ostacolo ad una ulteriore migrazione di impianti di produzione è nella legge Taiwanese che proibisce esplicitamente la costruzione in Cina, da parte di società  locali di fabbriche per l’assemblaggio di portatili. Ma la legge è contestata dalla potentissima lobby delle società  hi-tech che hanno ottenuto in passato il permesso di investire per la costruzione di schede madre e di monitor e ora chiedono anche una deroga per i portatili. In via transitoria Quanta e altre società  similari creano società  nelle isole Cayman che a loro volta si occupano di costruire gli impianti in Cina.