PowerMac raffreddato a liquido, ecco come funziona

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Tra le novità  dei nuovi PowerMac c’è il raffreddamento a liquido. Ecco come funziona.

Tre le (poche) novità  dei nuovi G5 c’è il sistema di raffreddamento a liquido impiegato nel modello da doppio processore da 2.5 GHz. Il sistema, che sta già  suscitando la curiosità  di molti utenti della piattaforma, è spiegato nel dettaglio in una pagina del sito di Apple, oltre che nei PDF che illustrano le caratteristiche tecniche delle macchine.

La tecnologia, come si può vedere dal’immagine presa dal sito di Apple e che pubblichiamo qui accanto, si fonda su una sorta di radiatore all’interno del quale circola un liquido speciale. Attraverso una canalizzazione il liquido raggiunge la superficie dei due processori. L’interscambio termico determina il riscaldamento dei liquido che torna all’interno del radiatore dove viene raffreddato da un flusso d’aria.

Il flusso del liquido, spiega Apple, viene controllato via software dal sistema operativo che ne aumenta o ne diminuisce la portata a seconda della temperatura dei processori e del loro carico.

In questo modo Apple ottiene due risultati: un miglior raffreddamento delle CPU e un incremento della silenziosità  del sistema di raffreddamento.

I nuovi G5 mantengono, per altro verso, lo schema hardware delle vecchie macchine, con 21 sensori per la rilevazione della temperatura i cui dati vengono costantemente elaborate da un particolare software che a sua volta controlla la velocità  delle ventole.