Processo Microsoft, la mediazione avrà  successo?

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Per la maggior parte dei siti sembra ormai quasi certo: tra Microsoft e Dipartimento di Giustizia si arriverà  ad un accordo. La notizia che la mediazione in corso a Chicago ha imboccato una strada che potrebbe condurre a breve ad un patto extragiudiziale l’ha lanciata il Wall Stret Journal che sostiene che della rigidità  mostrata nei mesi scorsi dagli uomini di Redmond ormai resta solo il ricordo.

“Al momento le due parti sono tornate a parlarsi – sostiene il WSJ – e stanno concentrando la loro attenzione su quali sarebbero i cambiamenti che il Dipartimento di Giustizia ambirebbe vedere messe in pratica da Microsoft per ritarsi dal processo”. “Un cambiamento d’atteggiamento radicale – commenta per C/Net William Kovacic, un esperto di leggi antié-trust della George Washington University – e che deriva dal fatto che ambedue le parti sentono che ormai la sentenza di Jackson è vicina e che il treno partirà  con loro a bordo o senza”.
La situazione potrebbe essere particolarmente sfavorevole per Microsoft che continua a temere la separazione in più società , ciascuna delle quali rivolta a curare uno specifico settore di mercato. E proprio questa opzione sembra sia la più accreditata tra i consulenti di Jackson. In più a Redmond si teme la sequela di cause legali di privati scatenate dagli studi legali che già  annusano nell’aria la possibilità  di cavare miliardi dalla falla che potrebbe aprirsi in seguito ad una condanna. Ben difficilmente, infatti, Microsoft, in presenza di una sentenza, potrebbe evitare di pagare il risarcimento ai cittadini che le facessero causa sentendosi personalmente danneggiati dalla politica seguita fino ad oggi.
Da parte sua il Dipartimento di Giustizia potrebbe invece essere incentivato ad un accordo dalle incertezze cui andrebbe incontro dovendo affrontare un appello che a sua volta potrebbe rinviare di anni l’applicazione di un rimedio concreto all’attuale situazione.
Se accordo sarà , molto probabilmente, Microsoft eviterà  questa dura condanna, la stessa subita dalla Rockfeller Oil all’inzio del secolo quando dalla frammentazione del colosso della raffinazione nacque l’industria politica moderna. Altrettanto probabilmente, però, a Microsoft non basterà  qualche ritocco cosmetico a Windows o qualche promessa per convincere il Dipartimento di Giustizia. “Vorranno vedere la pena commisurata alle pratiche monopolistiche accertate nel corso del processo”, commentanto alcuni esperti. Tra le sanzioni Microsoft potrebbe essere costretta a rivedere la sua politica dei prezzi, a non interferire nelle scelte di customizzazione delle schermate di benvenuto dei sistemi su cui viene installato Windows, a non opporre resistenza all’installazione di sistemi operativi differenti e a sciogliere il vincolo tra Internet Explorer e Win.
Secondo le fonti consultate dai giornalisti del Wall Street Journal Una bozza di accordo potrebbe essere pronta già  dalle prossime ore.