Processo Microsoft, un nuovo giudice

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Il processo contro Microsoft ha un nuovo giudice. Si tratta di Colleen Kollar-Kotely. Le sorti del colosso di Redmond sono nelle sue mani

Le sorti di Microsoft sono nelle mani di un nuovo giudice.
Lo scorso venerdì, infatti, la “lotteria” che doveva assegnare ad un nuovo giudice il compito di decidere quale sia il rimedio più adatto per impedire a Redmond di esercitare illegalmente il suo monopolio, ha scelto Colleen Kollar-Kotelly.
La giudice prende il posto di Jackson, rimosso dalla corte d’appello per il sospetto di “prevenzione” nei confronti di Microsoft e soprattutto per avere rilasciato dichiarazioni contro la società  di Redmond prima che venisse presentato il giudizio finale.
La Kollar-Kotelly, nominata alla corte distrettuale della Columbia da Bill Clinton, è stata fino a ieri una figura di secondo piano nel mondo della legge americana. Al contrario di Jackson, che era assurto all’onore delle cronache per avere condannato il sindaco di Washington in un famosissimo procedimento inerente lo spaccio e il consumo di stupefacenti, non è mai stata un volto noto. In precedenza si è quasi sempre occupata di casi inerenti crimini comuni. Solo in un paio di occasioni ha avuto l’onore della cronaca.
Nel primo ha negato al Ministero dell’Agricoltura Americano la possibilità  di uccidere, senza il permesso dell’ufficio competente (il Fish and Wildlife service), le anatre selvatiche che invadessero i parchi e le aree pubbliche, una disposizione che è valsa alla Colleen Kollar-Kotelly il plauso degli ambientalisti americani. In un secondo caso la nuova giudice si é guadagnata gli onori della cronaca quando ha condannato il governo iraniano a pagare 355 milioni di dollari per il rapimento e l’uccisione di un marines americano in missione di pace in Libano da parte degli Hezbollah.
Al momento la maggiore preoccupazione da parte di coloro che credono che l’efficacia di un provvedimento nel caso contro Microsoft dipenda essenzialmente dalla rapidità  con cui esso verrà  promulgato. La nuova giudice, per giunta assolutamente a digiuno sull’argomento, dovrà  rivedere una massa enorme di documenti per formarsi una opinione. Poi dovrà  iniziare l’esame dettagliato del caso. Tutto questo potrebbe imporre una lunga attesa prima del pronunciamento finale.
Ricordiamo che la nuova giudice non deve riesaminare interamente il caso (la colpevolezza di Microsoft è stata riconosciuta anche dalla corte d’appello), ma solo disporre nuovamente il rimedio perchè Redmond non possa più abusare della sua posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi. La suddivisione in due dei produttori di Windows resta una delle ipotesi in esame.