Protezione dei CD, aggirarla è troppo facile?

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L’€™ultima generazione del sistema di protezione MediaMax usato da molti produttori di CD audio è facile da aggirare quanto premere il tasto delle maiuscole. Lo dimostra uno studio svolto a Princeton.

MediaMax, il sistema di protezione dalla copia dei CD audio studiato da SunnComm, viene pubblicizzato come inespugnabile, ma in realtà  bypassarlo è tanto facile quando premere il tasto delle maiuscole. Anzi per baipassarlo basta proprio premere il tasto delle maiuscole.

Che le cose stiano proprio così lo prova in un suo studio John Halderman, laureato di Princeton che dimostrerebbe come il sistema, giunto alla seconda generazione, e utilizzato da molti produttori di CD per impedire l’€™estrazione delle tracce audio, è tutt’€™altro che insuperabile.

Secondo quanto si apprende scorrendo lo studio MediaMax è di fatto un’€™applicazione che una volta lanciata in Windows e Mac OS X, viene lanciata grazie alla funzione di Autostart. A quel punto installa un driver che resta collocato permanentemente nel computer impedendo al CD e a successivi CD di essere copiati. Ma, sostiene Halderman, basta disabilitare la funzione di Autostart, come fanno molti utenti, per superare la protezione. Oppure in alternativa premere (in Windows) il tasto maiuscole al momento dell’€™inserimento del disco per impedire il caricamento del driver.

In aggiunta a ciò, anche ammesso che il sistema di protezione sia stato caricato e l’€™utente non sappia come disabilitarlo, scrivere un hack in grado di cancellarne gli effetti sarebbe questione di poche ore per un programmatore di medio livello.

Infine, sottolinea ancora Halderman, molti sistemi operativi sono del tutto immuni dal sistema di protezione che non funziona, ad esempio, su Linux e Mac OS X che sono in grado di leggere ed estrarre le tracce dal CD senza alcuna difficoltà .

SunnComm, interpellata al proposito da diversi media americani, ha ammesso che le cose stanno proprio così, ma anche che la sua tecnologia di protezione dalla copia nasce per frenare la pratica di copia delle tracce audio, non per impedirla del tutto. Un utente medio non sarebbe in grado di mettere in atto le pratiche individuate dal laureato di Princeton e gli altri sarebbero ben consapevoli che, mettendole in atto, stanno facendo qualche cosa di non consentito.