Psystar non ci sta: vuole arrivare alla Corte Suprema

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Il clonatore non autorizzato di Mac continua a far parlare di sé: non ci sta al giudizio della Corte di Appello (che ha dato ragione ad Apple) ed è disposto, se necessario, ad arrivare alla Corte Suprema.

Le batoste fin qui ricevute non sono bastate. Psystar, il clonatore non autorizzato che si era messo a vendere Mac compatibili (o meglio, PC assemblati e modificati affinché potesse girarci Mac OS X), non è soddisfatto del giudizio della Corte di Appello (che ha dato ragione ad Apple) e vuole arrivare, se necessario, alla Corte Suprema. L’hanno comunicato i legali della piccola società di Miami (Florida) affermando che la battaglia “è ben lungi dall’essere terminata” e che sono previsti almeno “un altro round o due”.

Qualche giorno addietro, la Corte di Appello si è pronunciata completamente a favore di Apple: il tribunale guidato dal giudice Mary Schroeder ha stabilito che i cloni di Psystar violano il diritto di autore di Apple e più specificatamente il copyright che Cupertino detiene su Mac OS X, confermando la correttezza della precedente decisione della Corte Distrettuale. Apple aveva già ottenuto un’ingiunzione permanente nei confronti di Psystar nel dicembre del 2009, ma il “clonatore” si era appellato alla Corte d’Appello del Ninth Circuit un mese dopo tale decisione.

Nei vari dibattimenti, Psystar ha sempre sostenuto di avere il diritto di fare quello che vuole con le copie di OS X regolarmente ottenuto, giacché le stesse sono state acquistate nei negozi autorizzati, da Amazon e perfino da Apple. Quello che Psystar non dice, e che la Schroeder ha confermato, è la falsa assunzione che Apple dia il diritto di installare OS X su qualunque sistema acquistando le versioni “boxate” del sistema operativo. I termini e le condizioni della licenza d’uso affermano chiaramente che la casa di Cupertino consente l’installazione “solamente su hardware Apple” e gli utenti che acquistano i DVD del sistema operativo sono a conoscenza che non comprano solo un supporto, ma nel farlo accettano le condizioni d’uso del contratto di licenza software.

Psystar potrebbe ricorrere a un appello en banc, in altre parole richiedere alla Corte d’Appello del Ninth Circuit che il caso già esaminato dalla Schroeder, venga riesaminato dal panel di tutti i giudici, ovvero i tre magistrati che tipicamente formano le delle corti d’appello statunitensi. Il “secondo round” cui si riferiscono i legali di Psystar potrebbe essere, invece, la Corte Suprema, il massimo organo giudiziario americano, che da sempre gode fama d’indipendenza e autorevolezza e che normalmente si esprime su questioni di rilevanza istituzionale. 

L’unica vittoria che Psystar è riuscita a ottenere negli anni, è l’annullamento della richiesta di Apple di mantenere segreti alcuni documenti con dettagli di OS X, per i legali dei clonatori “un chiaro segno di come Apple limiti volutamente OS X al proprio hardware”.

Kiwi A.D. Camara, avvocato di Psystar, è cosciente che il suo cliente è troppo piccolo rispetto ad Apple, ma si dice entusiasta di poter difendere “due ragazzi in un garage che sfidano la più grande azienda tecnologica del mondo”.

[A cura di Mauro Notarianni]