Psystar aggiorna i Mac-cloni con software Apple

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Psystar, nota al mondo per avere messo in vendita il primo clone (di era moderna) non autorizzato permette ai clienti di aggiornare i propri sistemi con update e aggiornamenti identici a quelli distribuiti da Apple o leggermente modificati per funzionare sui cloni. Né Apple né Psystar rispondono alle richieste di chiarimento dei media e dei giornalisti USA sulal legalità  dell’operazione

Dopo aver scatenato l’interesse mondiale e non solo del popolo della Mela, la società  Psystar sta mantenendo fede a tutte le promesse fatte prima della notorietà . La piccola società  della Florida ha prima promesso un PC configurato e venduto con Mac OS X pre-installato a un prezzo decisamente inferiore rispetto ai sistemi Apple. Pur con una gestione anomala del business, i Mac cloni sono arrivati in commercio: Macity ha trattato il caso in diversi articoli, ricordiamo Psystar è viva e vegeta…, sistemi di pagamento bloccati.

Da qualche giorno Psystar ha realizzato la seconda promessa agli utenti dei Mac-cloni, vale a dire la possibilità  di poter aggiornare il sistema con versioni più recenti dei software di Cupertino, inclusi update e bug fix. Il catalogo degli aggiornamenti Psystar è eterogeneo: parte dei file sembrano copie esatte degli stessi originali rilasciati da Apple, nome incluso, altri sembrano aggiornamenti di Apple leggermente rivisti e corretti per poter funzionare sui Mac-cloni, infine altri ancora sembrano aggiornamenti creati appositamente per le macchine realizzate da Psystar.

Il sito Web Computerworld riporta la notizia e nota che nessuna clausola specifica della licenza Apple EULA (End User Licensing Agreement) vieta la pubblicazione online degli update di Cupertino, in ogni caso però lo stesso documento proibisce la copia, il diassemblaggio, reverse engineering, modifiche infine la creazione di derivati. Il caso Psystar, dato per spacciato nel giro di pochi giorni fin dal suo primo apparire, è ancora qui per alimentare curiosità  e diversi quesiti. Nel frattempo però né Apple né la fantomatica Pystar degnano di risposta giornalisti e media statunitensi che chiedono delucidazioni e chiarimenti all’una e all’altra parte.