Quando l’iPod è come un fantasma

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Storia di ladri, di superstizioni e di un po’ di luddismo nel continente africano. Ovvero, come diceva Arthur C. Clarke, “una tecnologia sufficientemente avanzata sembra magia”…

Cronaca di una storia che arriva dal profondo dell’Africa, per la precisione da Dandora, nel Kenya. E’ la storia di una serie di strani eventi che potrebbero insospettire (non è possibile tramite internet avere altre verifiche) ma che incuriosiscono comunque il lettore Occidentale.

John Kamau, ventinovenne keniota, riceve dal fratello che vive in Kansas un regalo di Natale che molti di noi abbiamo fatto o ricevuto: un iPod. Niente di strano, così come non è strano che una sera l’uomo stesse facendo ascoltare alla moglie, distesi sul letto in una tranquilla serata a luci spente, un po’ di dolce musica.

Fin qui, il ritratto di una sera di rilassato amore nella provincia keniota. Interrotta bruscamente, però, dal fracasso di una finestra infranta: arriva un ladro. Che, avendo visto le luci spente nella casa, pensava di poter fare un colpaccio senza testimoni. Entrando proprio dalla finestra della camera da letto.

I ladri erano in realtà  due e, che secondo le cronache locali, dovevano appartenere ad una famiglia molto povera e priva di conoscenze tecnologiche, perché nel buio della camera si sono trovati all’improvviso di fronte la luminescente immagine dello schermo dell’iPod, sventolato a mo’ di difesa dall’uomo verso di loro.

Entrambi i ladri, oltre che poveri anche un po’ timorosi e superstiziosi, devono aver pensato a chissà  quale prodigio, forse una magia, magari addirittura degli spiriti luminosi a protezione notturna della casa. Fatto sta che si sono spaventati e son fuggiti velocemente, lasciando l’esterrefatta coppia di coniugi ancora adagiata sul talamo.

Parrebbe una brutta avventura finita per fortuna bene, con solo un po’ di spavento. Ma c’è un’appendice. Appena la coppia si è ripresa (e rivestita), infatti, si è precipitata alla più vicina stazione di polizia. Una corsa in macchina di 25 chilometri al termine della quale i poliziotti, che non avevano neanche loro mai visto un iPod, hanno deciso di sequestrare lo strano e luminoso oggetti.

Per fortuna il fratello americano pare ne abbia inviato un altro, prendendo in giro gli sciocchi poliziotti kenioti e la ridicola situazione. Tutto bene quel che finisce bene oppure una nuova leggenda metropolitana che inizia a girare (anche grazie a noi) su Internet?