Quel lapsus freudiano chiamato PowerBook G5

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In molti attendevano l’arrivo di un portatile di Apple basato sul processore a 64 bit di Ibm. Ci vorrà  ancora del tempo, come dimostrano i nuovi PowerBook sempre basati su G4. Però tra le pagine dei vari siti di Apple qualche webmaster è in preda a dei lapsus di scrittura piuttosto singolari…

Si tratta di errori di battitura e niente di più. Questo è sicuro. Però è divertente vedere che ci sono, tra le pagine dei siti internazionali di Apple, sparpagliati come falsi indizi, alcuni errori di battitura che lascerebbero pensare diversamente.

Arriverà  il PowerBook G5? Lo sa solo Steve Jobs quando, e di sicuro non ce lo dirà  sino all’ultimo momento. Però, se si va ad aprire la pagina di presentazione degli Apple Studio Display da 17 pollici del sito francese di Apple, in fondo nella configurazione richiesta si trova un buffo errore di scrittura:

Configuration requise
 L'Apple Studio Display nécessite un Power Mac G5 avec un connecteur ADC ou un PowerBook G5 avec un port DVI vers ADC Apple ; Mac OS X v10.1.3 ou Mac OS 9.2.2 ou ultérieur requis

Poco male, un errore di battitura, si diceva. Ma la stessa cosa capita anche sul sito italiano, ben due volte. La prima nella pagina dedicata esplicitamente al programma di estensione della copertura per le riparazioni dello schermo di PowerBook G4 da 15 pollici. Proprio lì, nella riga scritta in piccolo al termine della pagina, sta scritto:

Programma di estensione della copertura per le riparazioni dello schermo di PowerBook G5 15"

E in un’altra pagina collegata, che presenta anche le immagini, la stessa riga è sempre presente. Si tratta di un errore di battitura, un semplice sbaglio rispetto al più “sospetto” tag del codice delle pagine htmlstatunitensi (prontamente rimosso) che si trovava sino a qualche giorno fa sul sito statunitense di Apple.

L’attesa per i PowerBook G5, che secondo la logica di aggiornamento dei portatili di Apple è a questo punto rinviata se non altro di parecchi mesi, è stata molto alta nelle scorse settimane. Anzi, bisognerebbe dire mesi se non anni, perché è praticamente dall’introduzione del primo G5 desktop che c’è chi si chiede quando arriveranno anche i portatili a 64 bit di Apple (quelli su architettura x86 già  ci sono, grazie ad Amd).

C’è, oltre alle osservazioni di carattere tecnologico (ancora i G5 non sono pronti per fare il loro debutto nel mondo dei portatili, scaldano e consumano troppo), anche una valutazione di marketing. Apple mai come ora sta attirando l’attenzione del mercato per la qualità  e il design dei suoi prodotti. Steve Jobs paragona spesso Apple a Bmw, soprattutto quando deve spiegare perché la (ridotta) quota di mercato della sua azienda non è un problema. Ma, come la Bmw, anche Apple non può scendere al di sotto di una certa soglia di qualità  per i suoi prodotti. Una soglia stabilita dai PowerBook (Titanium prima, Aluminium adesso) nel campo dei portatili.

Ve la immaginate una Bmw da 80 mila euro rumorosa come un carro armato, che consuma due litri di benzina per fare un chilometro, con elettronica di bordo sballata, finiture approssimative in plasticaccia modello vecchia Panda e che non tiene la strada neanche a quaranta chilometri all’ora? Non basterebbe certo la doppia elica della casa bavarese sul cofano a rendere un successo tale automobile.

Immaginate allora un PowerBook G5 alto dieci centimetri, dal peso di sette chili, rumoroso come una fonderia e con la batteria che dura un’ora anche se l’intenso calore che emana lo rende inutilizzabile molto prima…

Ecco, esattamente questo è il problema di Apple, se di problema si tratta. Il G5 sui portatili è tecnicamente possibile ma ancora non opportuno. E, se i miracoli ai quali ci hanno abituato gli ingegneri di Cupertino non si sono compiuti a velocità  record negli ultimi giorni tanto da far lanciare i PB G5 tra una settimana smentendo questo articolo, si dovrà  ancora aspettare un bel po’ prima che il processore a 64 bit di Ibm trovi la sua strada nello chassis di alluminio ultrasottile dei prodotti di Apple.