Quella lumaca di Crusoe

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Crusoe troppo lento per IBM e Compaq. Nessuna conferma ufficiale ma pochi dubbi sui motivi della rinuncia da parte ei due protagonisti del settore dei portatili al chip di Transmeta. Ma il mercato non si cura delle voci e premia, anche in un giorno negativo per i titoli tecnologici, il titolo della società

Sarebbero proprio le prestazioni, e solo le prestazioni, ad avere sconsigliato prima a IBM e poi a Compaq l’adozione di processori Crusoe per i loro portatili. Lo sostiene in un lungo e circostanziato articolo InfoWorld.com. A sostenere questa tesi fonti interne delle due società  e alcuni analisti che hanno avuto occasione di avere informazioni dirette sia dai produttori che dalla stessa Transmeta.
Crusoe, che non è un tradizionale processore x86, è infatti costretto a tradurre le istruzioni native per chip Intel e AMD nel suo proprio codice. Si tratta di un passo in più che nonostante non abbia grande peso su istruzioni ripetitive pesa in ogni caso sulle prestazioni. Un degrado che alcuni dei responsabili di IBM avrebbero definito “inaccettabile” pur a fronte di un consumo inferiore rispetto a quello dei processori tradizionali.
Transmeta in questo momento non avrebbe altra scelta, per ovviare a questo problema, che quello di aumentare il consumo di Crusoe per aumentare, in questo modo, anche la velocità . Ma questo farebbe crollare uno dei pilastri su cui poggia il marketing del chip, come sostiene Dean McCarron di Mercury Research. Questo mentre anche la concorrenza, che ha già  una solida posizione di mercato, sta progressivamente riducendo il consumo dei suoi processori sfidando Crusoe sul suo terreno prediletto.
La rinuncia di Compaq e IBM è stata vista dagli analisti come particolarmente significativa per Transmeta. I due grandi produttori, infatti, sono anche investitori nella società  che costruisce Crusoe. In realtà  altre fonti non credono che si tratti di segnali cui conferire più peso di quello che essi hanno. La tecnologia è giovane e per Transmeta ci sarà  tempo per affermare la propria visione. Un parere che anche il mercato di Wall Street pare avere condiviso visto che dopo il successo della quotazione (+118%) ieri al Nasdaq, nonostante una pessima giornata per i titoli tecnologici, Transmeta è riuscita ancora a chiudere in positivo.