Riconoscimento della scrittura in MacOs X

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Ecco InkWell: Apple resuscita il riconoscimento della scrittura di Newton e lo porta su MacOs X. Servirà solo per “dettare” a desktop e portatili o è la punta di un iceberg di un nuovo prodotto ancora misterioso?

Apple sta sviluppando un nuovo software per il riconoscimento della scrittura. Lo scoop è di ZDNet che ha pubblicato ieri un dettagliato resoconto sulle funzionalità  di questo nuovo prodotto.
Stele di Rosetta, questo il suo nome in codice, o InkWell discende direttamente dal software che era in uno su Newton e dovrebbe vedere la luce entro breve, molto probabilmente con il rilascio della versione definitiva di MacOs X anche se non si esclude che possa esserne realizzata una versione per MacOs 9.x. InkWell, sempre secondo ZDNet, oltre a riconoscere la scrittura sarebbe in grado anche di operare funzioni aggiuntive e controllare parte del sistema operativo, costruendo nuove cartelle, chiudendo files e aprendo applicazioni. Il tutto avverrebbe mediante un pannello di controllo che, mediate la vergatura di segni convenzionali, trasmetterebbe istruzioni al sistema operativo.
InkWell a sua volta riceverebbe l’input da una tavoletta grafica tradizionale (e Apple sarebbe al lavoro con Wacom per offrirne di studiate apposta a questo scopo) elaborando la scrittura in maniera trasparente ed efficace. Secondo alcune fonti il software riconoscerebbe anche la scrittura meno facile formattando il testo correttamente.
Il meccanismo, riporta ZDNet, è piuttosto semplice. L’utente scriverà  su una tavoletta grafica, il testo verrà  riportato su una sorta di “lavagna” che a cicli regolari di qualche secondo convertirà  quanto scritto in testo editabile. I bottoni sulla penna saranno programmabili, così da essere utilizzati per operare sul sistema, ma la tavoletta, come accennato, potrà  imporre comandi normalmente inviati da tastiera. Ad esempio potrebbe essere possibile aprire nuove cartelle scrivendo “N” o uscire da un’applicazione scrivendo “Q”. Infine tutti i campi delle applicazioni che ricevono testo interagiranno con InkWell. Potrebbe quindi essere possibile scrivere direttamente in un word processor o inviare indirizzi Internet scrivendo nel campo dell’URL.
Inevitabile la domanda finale: perchè sviluppare un simile software? Difficile che si tratti di un’applicazione pensata per macchine desktop. Utile ma non indispensabile per un semplice portatile. Impossibile, visto che per funzionare ha bisogno di un sistema operativo MacOs, che sia destinata ad un palmare tradizionale. L’unica ipotesi che, a logica, resta in piedi è che alla Apple stiano pensando a qualche macchina con caratteristiche che ancora ci sfuggono, una sorta di “palmarone” basato su MacOs X, una via di mezzo tra iBook e PowerBook. Una sorta di computer personale evoluto con una potenza di calcolo di molto superiore a quella degli attuali palmari e capace di interfacciarsi ad un Mac da tavolo ma anche di operare separatamente. Che sia questa la “tavoletta” ipotizzata ieri dal nostro sito in un articolo di Settimio Perlini? Forse è un po’ presto per evitare di scivolare nella pura fantasia, ma siamo certi che InkWell è solo la punta di un iceberg di cui non cogliamo l’esatta proporzione e forma.
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