Rivenditori confusi dalla strategia display

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Monitor nuovi che non vanno con le vecchie macchine, il super display Apple Cinema che non funziona con le nuove e rivenditori preoccupati per la situazione. “Apple corre il rischio di tagliarsi le gambe”. Ma all’orizzonte c’è un adattatore che risolverà molti problemi.

onfusione, preoccupazione e anche un po’ di risentimento. Questi i sentimenti di rivenditori e utenti della piattaforma Mac sulle scelte compiute nel campo dei monitor da Apple nel campo dei monitor e tradotte in pratica con il rilascio della nuova gamma e delle nuove macchine nel corso dell’ultimo MacWorld Expo.
La società  di Cupertino infatti ha cancellato l’intera linea CRT precedente all’Expo e rilasciato due nuovi prodotti, uno a schermo tradizionale da 17′ e uno a cristalli liquidi da 15′. Due ottimi prodotti realizzati con un design innovativo, ma con un difetto non irrilevante: funzionano unicamente con le nuove macchine rilasciate a New York che dispongono del nuovo connettore ADC, Apple Display Connector. La porta, di cui abbiamo parlato a lungo nei giorni scorsi, altro non è che un sistema integrato che fornisce al monitor alimentazione, segnale e un canale USB. Un’idea brillante, ma anche proprietaria e che ben difficilmente verrà  adottata nel mondo PC.
Questo significa che i nuovi monitor Apple non potranno essere utilizzati che su macchine Apple tagliando, inspiegabilmente, una buona fetta di mercato alla commercializzazione di prodotti così stilisticamente interessanti e innovativi. La scelta ha sconcertato alcuni rivenditori che vogliono restare anonimi e che hanno espresso tutto il loro disappunto a Macity. «I nuovi monitor sono ottimi, bellissimi, ma questa assurda scelta di un connettore proprietario corre il rischio di ridurre il loro mercato. In passato abbiamo venduto molti monitor Apple anche a clienti che utilizzavano PC. Piaceva lo stile, come nel caso del primo flat panel. Ora non potremo più farlo. Apple dovrebbe capire che deve cercare di espandere la sua quota di mercato adottando sistemi che offrano il massimo della compatibilità  non riducendolo. Ammettiamo che l’idea di un solo cavo per la connessione del monito è buona, ma dovevano pensare anche ad un adattatore per macchine PC o anche semplicemente per macchine più vecchie di quelle presentate a luglio».
Il disappunto si innesta già  su una polemica sorta nelle scorse settimane quando al rilascio di Cinema Display i rivenditori si accorsero ben presto che il monitor non poteva essere collegato a normali prese VGA. “Questo ci è costato vendite del display – si lamentano alcuni rivenditori – abbiamo dovuto declinare un paio di contratti per gente che chiedeva “monitor di rappresentanza” da utilizzare su computer PC. Se alla Apple pensano che in questo modo potranno aumentare le vendite di CPU, si sbagliano. Nessuno butta un PC per comprarsi un Mac al solo scopo di usare un monitor Apple”.
Per aggiungere danno alla beffa al rilascio del Cubo G4 si è anche scoperto che il Cinema Display non funziona con i nuovi Cubi, un’altra mazzata per i rivenditori. “Altra scelta discutibile – ci hanno detto alcuni nostri amici rivenditori – il Cubo e il Cinema Display sono una coppia perfetta. Peccato non poterli vendere insieme”
Alcuni siti americani hanno ipotizzato il lancio di alcuni adattatori che renderebbero compatibili i nuovi monitor anche con vecchi Mac e con PC, ma l’operazione non è semplice. Il connettore dovrebbe avere un ingresso per l’alimentazione, una porta separata USB e un cavo per il segnale. La sua ingegnerizzazione lo renderebbe simile ad un mini-hub e forse ne consiglierebbe anche lo sviluppo come tale. Il suo costo finirebbe per non essere irrilevante. Ma non c’è dubbio che la situazione, soprattutto per iniziativa di terze parti, verrà  risolta.