Rosso Alice non ama il Mac (aggiornato)

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Gli utenti Mac lo sapevano fin dall’inizio, ma ora é anche ufficiale: in occasione del lancio dei servizi autunnali e del campionato di calcio via Internet, Rosso Alice annuncia l’incompaibilità  con la piattaforma della Mela. A chi giova questa situazione?

Con l’approssimarsi dei campionati di calcio di serie A e B, con una fruizione delle partite a pagamento nei vari canali multimediali (satellite, digitale terrestre, cellulare e web), molti appassionati dello sport che catalizza la gran parte degli interessi degli italiani stanno per sottoscrivere abbonamenti di cui non potranno godere i benefici.

Da mesi si segnalavano incompatibilità  tra i servizi multimediali di Rosso Alice, il marchio dell’ex monopolista Telecom Italia per la banda larga su normale doppino di rame, ovvero ADSL, ora è ufficiale: “Siamo spiacenti, ma per gli utenti Macintosh non è possibile effettuare acquisti e fruire dei contenuti di Rosso Alice”.

Rosso Alice propone le dirette video di quindici squadre quando queste giocano in casa, ma ancor prima il marchio di Telecom Italia vendeva film e musica da vedere nello schermo o ascoltare dalle casse del proprio computer.

Niente ha mai funzionato per la nostra piattaforma ma l’operatore non rendeva noto prima di un eventuale acquisto che i servizi non erano funzionanti su Mac, né il perché.

Nemmeno ora, dopo l’ufficializzazione dell’incompatibilità , Rosso Alice fa sapere per quale motivo il Mac sia escluso dai servizi, ma esiste la ragionevole certezza che il problema sia la nota incompatibilità  del DRM – Digital Right Management supportato da Microsoft Windows Media Player fin dalla versione 9 per Mac OS X. (nelle pubblicità  televisive con Valentino Rossi e Fernanda Lessa al termine compare, per pochi istanti e in caratteri piccolissimi, la dicitura “Il servizio non è visibile sul sistema Mac”, mentre pochi secondi prima si assisteva al mockup di una riconoscibile schermata di Internet Explorer per Mac in tema ruby inserito in post produzione all’interno di uno schermo di un PC)

All’alba della disponibilità  di Windows Media Player 10 (ad oggi in inglese e solo per piattaforma Win), la scelta di questo player da parte degli operatori si rivela, ancora una volta, quella più penalizzante nei confronti dell’utenza Mac: .

Win Media Player 10 nasce essenzialmente per l’alta definizione (WMV-HD) ma continua a supportare il medesimo DRM che sbarra la strada a chi usa il Mac. Difficile dire se a Redmond hanno serie problematiche tecniche ad applicare il loro DRM alla piattaforma Mac oppure se si sta attuando una precisa discriminazione o ancora se sussiste solo uno scarso incentivo a prendere in considerazione la piattaforma da cui tanta ispirazione è stata tratta su altri versanti da decenni.

L’esito, in ogni caso, non è favorevole a nessuna delle parti in causa. Se da un lato gli utenti Mac non accedono ai servizi, dall’altra i fornitori dei contenuti vedono venire i meno i profitti che deriverebbero da un pubblico che, per quanto ridotto rispetto a quello PC, ha una buona propensione all’innovazione e alla sperimentazione di soluzioni d’intrattenimento avanzate. A sua volta Microsoft non migliora la sua immagine e, se vogliamo, neppure il suo bilancio.